Caldo e meteo estremo. il Consorzio di bonifica ha progetti per 201 milioni di euro

L’ente Bacchiglione ha presentato le linee d’azione 2026, il fabbisogno è notevole. Non solo manutenzione, ma un piano che garantisca una resilienza territoriale

Alessandro Cesarato
Un rendering che mostra alcuni degli invasi multifunzione pensati dal Consorzio Bacchiglione per i Colli Euganei
Un rendering che mostra alcuni degli invasi multifunzione pensati dal Consorzio Bacchiglione per i Colli Euganei

I dati del programma di monitoraggio dell’Unione Europea indicano il 2025 come uno degli anni più caldi mai registrati e, per l’Italia, un incremento significativo degli eventi meteorologici estremi. In questo contesto il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato le linee di azione per il 2026, confermando un impegno che non si limita alla manutenzione ordinaria, ma punta alla costruzione di una reale resilienza territoriale. L’acqua viene posta al centro della strategia consortile come risorsa da gestire e preservare, ma anche come fattore di equilibrio ambientale, sociale ed economico.

Il Consorzio opera su un comprensorio di oltre 58 mila ettari, di cui più di 4 mila al di sotto del livello del mare, 39 Comuni tra le province di Padova e Venezia. La sicurezza idraulica è garantita anche grazie al contributo dei consorziati, che versano annualmente 13 milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria della rete, tra scavi, pulizie dei canali, gestione degli impianti e presidio costante delle opere.

Le linee d’azione 2026 individuano complessivamente 35 interventi: 10 in fase di realizzazione, 7 in fase di approvazione o appalto e 18 già progettati ma non ancora finanziati. Gli interventi rispondono a uno scenario climatico sempre più complesso, caratterizzato da estati lunghe e calde, con possibili periodi siccitosi, alternate a eventi meteorologici brevi ma molto intensi, come bombe d’acqua e forti precipitazioni concentrate.

Le strategie del Consorzio mirano alla realizzazione di infrastrutture capaci di laminare le piene, garantire la sicurezza idraulica, accumulare risorsa idrica a scopo irriguo e migliorare la qualità delle acque anche attraverso soluzioni naturali di fitodepurazione.

Tra le opere in fase di appalto figurano la trasformazione irrigua del bacino Bernio, in sinistra del canale Novissimo tra Codevigo e Chioggia, la messa in sicurezza del canale San Gregorio e del Piovego, dal sostegno dello scaricatore di Voltabarozzo fino alla confluenza nel Brenta, e il potenziamento e l’ammodernamento dell’impianto idrovoro Chiodare a Due Carrare.

Accanto a questi, il Consorzio ha illustrato anche i principali progetti pronti ma non finanziati, tra cui il completamento della maglia idraulica ad Abano Terme, la realizzazione di un canale equilibratore a Padova nelle zone di Montà e Brusegana, l’adeguamento della sezione dello scolo Fiumicello per ottimizzare la gestione idrica nei territori di Piove di Sacco, Polverara e Ponte San Nicolò, la realizzazione di invasi multiobiettivo nel bacino dei Colli, la riqualificazione del canale Novissimo abbandonato a Codevigo con funzioni di accumulo e distribuzione irrigua e un nuovo collettore per la distribuzione irrigua nella zona vivaistica di Saonara.

Il quadro economico evidenzia l’entità dell’impegno. Per gli interventi conclusi o in corso nel 2025 sono stati spesi oltre 17,2 milioni di euro; per quelli già finanziati e in fase di approvazione servono circa 33,9 milioni; per i 18 interventi non finanziati il fabbisogno supera i 150 milioni di euro, per un totale complessivo di oltre 201 milioni.

«Il nuovo trend climatico vede l’alternanza tra eventi intensi di pioggia e periodi prolungati di siccità», dichiara Silvano Bugno, presidente del Consorzio, «per questo siamo impegnati nella progettazione e realizzazione di interventi che dotino il territorio delle infrastrutture necessarie per essere più resiliente e capace di gestire eventi meteorologici eccezionali».

Bugno, insieme al direttore Nazzareno Paganizza, sottolinea l’importanza della collaborazione istituzionale: «La sinergia con gli enti che operano sul territorio è diventata fondamentale perché ci consente di intervenire in modo tempestivo e mirato, unendo le competenze e favorendo l’accesso ai finanziamenti. L’obiettivo per il 2026 è finanziare i progetti già pronti, ottenere le approvazioni e avviare i lavori, per non farci trovare impreparati».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova