La dottoressa lascia l’incarico, il sindaco crea un cartello virtuale: «Cercasi medico»
Il sindaco di Arzergrande appende un cartello virtuale in Comune: «Significa che 1.500 cittadini, me compreso, rischiano di rimanere senza medico di famiglia»

Dalla prossima settimana circa 1.500 cittadini potrebbero dover fare i conti con la ricerca di un nuovo medico di famiglia. È l’allarme lanciato dal sindaco di Arzergrande Filippo Lazzarin dopo la comunicazione ufficiale della cessazione del servizio della dottoressa Elisa Rampin, arrivata meno di un anno fa e diventata in questi mesi un riferimento per molte famiglie del paese. Il primo cittadino ha scelto di richiamare l’attenzione sul problema con una provocazione affidata ai social.
Una fotografia modificata del municipio con un cartello appeso al cancello con la scritta «Cercasi medico di medicina generale». Un’immagine simbolica per rappresentare la difficoltà concreta di trovare in tempi rapidi un professionista disponibile a prendere in carico gli assistiti che rischiano di perdere il proprio punto di riferimento.
«Comunità della Saccisica di circa 5 mila abitanti cerca medico di medicina generale per circa 1.500 pazienti che gradirebbero avere una certa continuità di servizio», ha scritto Lazzarin.
«Ho ricevuto comunicazione ufficiale che dal 15 luglio la dottoressa Rampin cesserà il proprio servizio. Questo significa che circa 1.500 cittadini, me compreso, rischiano di rimanere senza medico di famiglia».
Il sindaco ha precisato di essere già in contatto con il distretto sanitario per individuare una soluzione. Tra le ipotesi, quelle previste dalla normativa per garantire la continuità dell’assistenza, compresa l’assegnazione di un incarico temporaneo a professionisti disponibili o a medici iscritti al corso di formazione in medicina generale.
Per Arzergrande si tratta di un nuovo passaggio in una situazione che negli ultimi anni si è ripetuta più volte. Il ricambio dei professionisti, soprattutto dopo il pensionamento dei medici che hanno seguito intere generazioni di residenti, ha creato periodicamente la necessità di trovare nuovi equilibri. L’arrivo della dottoressa Rampin, nel settembre dello scorso anno, era stato accolto positivamente proprio perché rappresentava una risposta alla richiesta di continuità.
Aveva iniziato l’attività nell’ambulatorio di via Roma. A distanza di pochi mesi, il Comune torna a chiedere una soluzione. Il caso di Arzergrande si inserisce in una difficoltà più ampia che riguarda diverse realtà dove il numero crescente di pensionamenti non sempre viene compensato dall’arrivo di nuovi medici e anche le sostituzioni temporanee possono diventare complesse.
Nella Saccisica il tema è aperto anche a Codevigo dove da tempo gli ambulatori dei medici presenti sono concentrati nella frazione di Conche, con disagi per chi vive nel capoluogo e nelle altre frazioni.
Una situazione che ha portato alla nascita di un comitato cittadino per chiedere il ritorno di almeno un professionista nel capoluogo.
Anche a Correzzola il tema è aperto da tempo. Una parte della popolazione non riesce, ormai da anni, ad avere un medico disponibile in paese ed è costretta, quando trova disponibilità, ad appoggiarsi ai Comuni vicini.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








