Carraro Group lascia la crisi alle spalle

Sessanta nuovi lavoratori assunti a Bronzola con contratti a termine Ma i sindacati contestano l'intenzione di vendere la Santerno di Imola
 
CAMPODARSEGO.
Seppure con contratti a termine, ultimamente allo stabilimento Carraro Drive Tech di Bronzola sono stati assunti 60 lavoratori, quasi tutti giovani, in parte stranieri. Questo il dato più interessante emerso ieri mattina, nel corso del coordinamento nazionale dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che seguono le varie aziende Gruppo Carraro sparse per la penisola.  Hanno partecipato all'incontro i rappresentanti degli stabilimenti di Gorizia, Maniago, Padova-Zip (Gears World), Rovigo, Imola e Poggio Fiorito in provincia di Chieti. Intorno al tavolo si sono seduti anche Gianni Castellan (Fim), Antonio Silvestri (Fiom) e Marzio Giacomin (Uilm).  Dopo la cura dimagrante imposta dalla grande crisi di quasi tutti i mercati, l'andamento produttivo nei vari settori del gruppo guidato da Mario Carraro (assali, ingranaggi e piccoli trattori) risulta positivo già da oltre un anno. In pratica la crisi è ormai solo un ricordo. Una scelta aziendale, però, non piace per niente né alle Rsu e né ai sindacati, sia generali che di categoria: la decisione degli amministratori di vendere al migliore offerente la Santerno di Imola, in provincia di Bologna. Una bellissima azienda con 200 tute blu che produce pannelli fotovoltaici e che andava bene anche ai tempi della crisi del 2009.  «E' una scelta che non ci convince - osserva il segretario provinciale della Fim-Cisl Gianni Castellan -. Come coordinamento sindacale nazionale abbiamo chiesto un incontro urgente ai vertici del gruppo per ottenere spiegazioni ulteriori su una decisione che, in estrema sintesi, non giudichiamo vincente».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova