Casa sull’argine abusiva suo malgrado

Il Comune rilascia il permesso di costruzione senza preoccuparsi del Genio civile. Che dice no quando l’abitazione è finita
Di Francesca Segato
Monselice 19 Lug 2013 La costruzione oggettodi un presunto abuso edilizio in via dle Porto n. 2 a Monselice. ph. Zangirolami
Monselice 19 Lug 2013 La costruzione oggettodi un presunto abuso edilizio in via dle Porto n. 2 a Monselice. ph. Zangirolami

MONSELICE. La casa è sorta vicino all’argine del Bisatto, e teoricamente era tutto in regola, perché l’Ufficio tecnico del Comune di Monselice aveva rilasciato il permesso di costruire. Ma era stato emesso senza interpellare il Genio civile, competente a esprimere un parere per la vicinanza all’argine. Risultato, quando l’inghippo è saltato fuori, il Comune ha annullato il permesso di costruire. E il privato si è ritrovato con una casa ormai quasi finita, ma improvvisamente rimasta senza permesso. La Procura della Repubblica di Padova ha aperto un’inchiesta sul caso del fabbricato in via del Porto 2. Ancora un nuovo capitolo di indagine su temi che riguardano l’operato dell’Ufficio tecnico comunale.

A firma del dirigente dell’area tecnica, l’ingegner Mario Raniolo, è il permesso di costruire numero 30 del 15 maggio 2012, per lavori di «demolizione e nuova costruzione di un fabbricato ad uso residenziale plurifamiliare e direzionale», in via del Porto 2. Un permesso rilasciato, come di prassi, chiedendo al privato di produrre la documentazione necessaria. Ma nella documentazione richiesta dal Comune non era incluso il nulla osta da parte del Genio civile. Una dimenticanza che ha segnato l’inizio dei guai per questo cantiere. Il 12 luglio dell’anno scorso, infatti, emerso il problema, il privato, Mafalda Cervellin per tramite del progettista, l’architetto Chiara Anali, chiede al Genio civile il nulla osta in sanatoria (visto che i lavori erano iniziati e ormai a buon punto). Precisando che nella documentazione richiesta dal Comune non era incluso il nulla osta del Genio, che l’arginatura del canale ricadeva in proprietà privata e comunque l’edificio demolito era nella fascia di rispetto idraulico. Il Genio civile esamina la pratica e chiede una relazione geologica e alcuni sondaggi. Nel frattempo, però, la Procura apre un procedimento penale sulla questione, coordinato dal sostituto procuratore Sergio Dini. E lo scorso 28 febbraio il nuovo dirigente del Genio civile di Padova, l’ingegner Tiziano Pinato, succeduto all’ingegner Gianni Carlo Silvestrin, ritiene più opportuno congelare la pratica, in attesa delle disposizioni della magistratura. A quel punto, il 9 marzo scorso anche il Comune di Monselice reputa prudente fare marcia indietro: l’ingegner Raniolo comunica ai privati l’annullamento in autotutela del permesso di costruire rilasciato.

Per finire, lo scorso 13 giugno il Genio civile esprime parere negativo sulla sanatoria richiesta, perché il fabbricato non rispetterebbe i limiti della normativa per la distanza dall’argine. Solo che oramai, appunto, la casa è in piedi: finita sino al tetto, dato che i lavori nel frattempo sono andati avanti. Ora starà all'Ufficio tecnico comunale trovare una soluzione per questa complicata vicenda.

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