Ipab, si va verso un’estate di fuoco: «Manca personale: servizi a rischio»

La denuncia della Cgil: «In tutte le Ipab del territorio una carenza di personale che oscilla tra il 15 e il 20 per cento. O si cambia entro giugno o ci sarà lo stato di agitazione»

L’ingresso dell’istituto Configliachi a Chiesanuova
L’ingresso dell’istituto Configliachi a Chiesanuova

Per le Ipab e in particolare per il Configliachi si va verso un’estate infuocata. A lanciare l’allarme, esprimendo forte preoccupazione per la tenuta dei servizi e per la situazione dei dipendenti, è la Fp Cgil tramite le parole di Alfredo Sbucafratta e Angela Marigo della segreteria Provinciale della Fp Cgil Padova, responsabili rispettivamente per il comparto Ipab e per il terzo settore.

«Il personale è allo stremo – attaccano Sbucafratta e la Marigo – Ci troviamo di fronte a turni massacranti per coprire i vuoti d’organico, con ferie annullate via mail dall’oggi al domani. Registriamo indicativamente in tutte le Ipab del territorio una carenza di personale che oscilla tra il 15 e il 20 per cento».

«Nelle strutture pubbliche padovane - continuano i due sibndacalisti - la gestione dell'ordinaria amministrazione e la sostituzione di chi è in malattia sono ormai diventate un'emergenza quotidiana. Per garantire il diritto al riposo estivo dei lavoratori, molte realtà saranno costrette a ricorrere massicciamente alle agenzie interinali». Di queste problematiche, come sottolineano i sindacalisti, l’emblema sarebbe rappresentato dall’istituto Confligliachi che conta circa 200 dipendenti di cui poco meno della metà «è intrnalizzata».

«In questa struttura nei giorni scorsi si è toccato il culmine: la direzione ha annullato le ferie già pianificate a diversi operatori, comunicando la decisione via mail dalla sera alla mattina, senza alcun tipo di confronto o preavviso telefonico. Inoltre, oltre al danno si aggiunge la beffa sul piano economico. Tra marzo e aprile sono stati erogati gli arretrati del rinnovo del contratto nazionale del lavoro funzioni locali per il biennio 2020-2022», aggiunge Sbucafratta.

«Un accordo che ha già penalizzato la categoria dimezzando il valore delle cifre attese, passate da circa 2.300 euro a soli 1.000-1.200 euro. Ma al Configliachi i dipendenti sono trattati come lavoratori di serie B: a oggi non hanno ricevuto un solo euro di quanto spetta loro e la direzione ha avanzato una proposta di rateizzazione con partenza a settembre. La verità è che nonostante la direzione sostenga che le cose stiano migliorando, giustificando così la rimozione delle bandiere del precedente stato di agitazione attualmente sospeso, riteniamo che la vertenza sia tutt'altro che risolta. Chiediamo con fermezza che l'intera somma degli arretrati venga pagata entro giugno. Se così non fosse, torneremo in assemblea entro luglio per riaprire lo stato di agitazione».

Ma a quanto pare i problemi non risparmiano nemmeno il settore privato.

«dove la carenza di organico viene costantemente tamponata con un massiccio inserimento di personale proveniente dall'estero. Si tratta spesso di professionisti qualificati come infermieri nei paesi d'origine, ma che in Italia vengono impiegati come operatori socio sanitari dopo un tirocinio di aggiornamento - appunta Angela Marigo - Questa soluzione emergenziale si scontra purtroppo con una realtà fatta di turni estenuanti che superano regolarmente le 12 ore consecutive, mettendo a dura prova la resistenza degli operatori. È una questione di dignità e di giusto riconoscimento economico».

 

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