«C’è un crollo dei consumi Negozi a rischio chiusura»

Commercio e turismo sono i settori più colpiti dalla crisi. Il presidente di Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin, attacca: «È la logica conseguenza dei consumi crollati del 9,5% e di sostegni scarsi, per non dire assenti». Dal report di palazzo Moroni, relativo ai dati del 2020, è alto il rischio che il trend negativo possa ripetersi nel 2021. Dal Comune emerge infatti che sono cessate 408 imprese del commercio in città, con un saldo negativo di 187 attività. Mentre in provincia sono 1.428 quelle che non ce l’hanno fatta, con un saldo negativo di 667. Solo il settore alloggio e ristorazione ha lasciato sul campo 118 imprese incità e 363 in provincia.
«Questo il risultato dei mancati sostegni – sottolinea Bertin – Sono preoccupato perché stiamo registrando diminuzioni di consumi mai viste dal dopoguerra: ben meno 9,5% nel nostro territorio con il reddito disponibile delle famiglie consumatrici che si è ridotto del 2,8% azzerando di fatto la crescita del biennio precedente. Considerando che sono più o meno invariate le spese per alimentari e abitazione e solo ciò che è rimasto per altri beni e servizi è valutabile nell’ordine di un meno 19%».
Per l’Ascom la speranza è ancora legata alla campagna vaccinale, ma c’è il timore che l’emergenza delle varianti e i contagi che tornano ad aumentare possano portare a nuove restrizioni, soprattutto alla mobilità, da parte del governo. «Un’eventualità – sottolinea Bertin – che avrebbe effetti negativi sulla ripresa, pur non compromettendola. La conseguenza sarebbe una crescita disomogenea che potrebbe impedire, ad esempio, il ritorno ai livelli di attività pre-Covid per il turismo, atteso nelle scorse settimane. Non resta che accelerare sui vaccini». —
e. sci.
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