Centrale geotermica di Padova 3 un groviglio di nomi e interessi

L’impianto di climatizzazione doveva costare 600 mila euro, ma il conto alla fine è raddoppiato I ricavi annuali ammontano a 16 mila euro, ma la spesa fissa per il funzionamento è di 40 mila
Di Elena Livieri
STIEVANO - BASE DI SANSIRO A BAGNOLI DI SOPRA - 04/11/2016 - VISITA DI MATTEO SALVINI ALLA BASE.NELLA FOTO : SIMONE BORILE RESPONSABILE DELLA COOPERATIVA.PH ZANGIROLAMI
STIEVANO - BASE DI SANSIRO A BAGNOLI DI SOPRA - 04/11/2016 - VISITA DI MATTEO SALVINI ALLA BASE.NELLA FOTO : SIMONE BORILE RESPONSABILE DELLA COOPERATIVA.PH ZANGIROLAMI

ESTE. Doveva costare 600 mila euro, ma è finita per costare più del doppio. Doveva essere un investimento e si è invece rivelata un buco clamoroso: 16 mila euro di ricavi l’anno per far fronte a una spesa fissa per il funzionamento di 40 mila. Tanto, però, i soldi spesi sono pubblici, dei cittadini. La storia è quella della centrale geotermica realizzata a Battaglia Terme tra il 2010 e il 2012 da Bacino Padova 3 e società Padova Tre. Presidente dell’uno Simone Borile, vicepresidente e direttore dell’altra Simone Borile. Bacino e società dovevano occuparsi di rifiuti. Ma tant’è. La centrale climatizza (la geotermia consente di riscaldare d’inverno e condizionare d’estate) anche l’abitazione di Borile. Tanto è vero che nelle scorse settimane, dopo che la centrale ha iniziato a funzionare male a causa delle temperature molto rigide, in Padova Tre è arrivata una petizione di protesta da parte delle 16 utenze servite. E tra le firme di coloro che protestano c’è Sara Felpati, proprio la moglie di Borile. Come spesso accade quando si mette il naso in Padova Tre, si finisce per inciampare in un groviglio di nomi e interessi ricorrenti. La centrale viene realizzata nella lottizzazione “Levante-Ferrovia” a Battaglia Terme. A progettare la lottizzazione è Elvio Canazza, architetto, guarda caso vice presidente del Bacino Padova 3 e anche nel cda della controllata Tre Ambiente poi acquisita da terzi. L’idea di realizzare la centrale geotermica in quella lottizzazione è dello stesso Bacino, che delibera il progetto per una spesa di 600 mila euro. Alla fine la spesa raddoppia. Fra i progettisti della centrale figura – per conto di uno studio privato - tal Massimo Cavallaro. Che in seguito ritroviamo annoverato fra i dipendenti di Padova Tre srl. Ma con lui in Padova Tre troviamo anche la moglie dell’architetto Canazza. È una vicina di casa di Borile che pure si “climatizza” con la centrale geotermica. Quanto è piccolo il mondo.

La centrale geotermica di Battaglia veniva considerata da Padova Tre un vero gioiello, tanto è vero che vi si portavano i bimbi delle scuole in gita. Certo a loro mica si poteva spiegare quant’era costata e come si pensava di rientrare di quell’investimento. Ma non lo si è spiegato a nessuno finora. «La situazione è drammatica» commenta il presidente del Consorzio Padova Sud Alessandro Baldin, «siamo di fronte all’ennesima “distrazione” di soldi da quello che era il core business di Padova Tre, ovvero il servizio dei rifiuti. Anche se si allacciassero tutte le utenze previste, cioè 36 – ma ci sono ancora abitazioni invendute e la lottizzazione non è completata – non si riuscirebbe ad avere ricavi tali da giustificare quella centrale. Ora necessita anche di un intervento straordinario di manutenzione, come ci sollecitano gli utenti – Borile incluso – cosa dovremmo fare? In più non riusciamo a mettere in fila le delibere con cui sono stati approvati gli investimenti successivi ai primi 600 mila euro deliberati».

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