Cerealveneta, in due anni il fatturato è raddoppiato
Duplicare il fatturato tra 2015 e 2016 per puntare a un nuovo raddoppio entro la fine dell’anno non è appannaggio esclusivo delle più geniali start up del digitale internazionali. A dimostrare che la...
Duplicare il fatturato tra 2015 e 2016 per puntare a un nuovo raddoppio entro la fine dell’anno non è appannaggio esclusivo delle più geniali start up del digitale internazionali.
A dimostrare che la ricerca di processo e di prodotto è un bagaglio anche delle imprese artigiane e delle ditte individuali del padovano è Cerealveneta. Un’azienda e una famiglia che hanno saputo affrontare a più riprese veri e propri stravolgimenti del proprio business: nati come allevatori di vitelli a carne bianca per poi orientarsi sulla produzione di mangimi senza estrogeni e assestandosi infine sulla produzione di farine e semilavorati a partire dal 1992, vedono dalla fine del 2014 premiata con commesse crescenti la loro costante ricerca nell’ambito di quegli alimenti funzionali che sono ricchi di proprietà benefiche per l’organismo.
Un percorso che viene da lontano quello che ha visto Cerealveneta chiudere il 2016 a quota 3,3 milioni di euro di fatturato, il doppio del 2015, puntando ad avvicinarsi a un nuovo raddoppio per la fine dell’anno. «Le progressioni geometriche non sono cosa semplice e forse a fine dicembre non arriveremo a raddoppiare veramente i risultati del 2016 ma sicuramente ci avvicineremo al risultato» spiega Vanna Daminato a capo dell’azienda assieme al marito Livio Fior, menta innovativa della famiglia.
«Noi maciniamo da anni il chicco intero senza separare il germe dalla crusca e lavoriamo anche sui prodotti biologici e quelli gluten free. Un percorso che è cresciuto di pari passo con la crescente attenzione dei consumatori rispetto ai prodotti salubri, quelli che oltre ad avere un buon sapore sono in grado pure di fare del bene alla salute. Un percorso in cui siamo stati sempre accompagnati da ricercatori importanti dell’Università di Milano e da quella di Padova che ci stanno assistendo anche ora nella realizzazione di semilavorati pensati per il celiaci e per prevenire il diabete».
È stata proprio l’attenzione a questo genere di prodotti che ha spinto le grandi imprese dell’alimentare a prendere contatto con Cerealveneta facendo ressa nella sala d’aspetto dell’azienda di San Martino di Lupari. «Sapevamo di fare un ottimo prodotto e di essere una delle pochissime aziende in Italia ad avere questi livelli di qualità» ha spiegato Daminato. «Quando il mercato è stato maturo sono state le imprese del settore a venire da noi non il contrario e per noi questo è motivo d’orgoglio ma è motivo d’orgoglio sopratutto il nostro prodotto e l’approccio sempre attendo all’innovazione e sempre in contatto con la ricerca che abbiamo avuto fin dall’inizio del nostro percorso. Ora stiamo pensando di trasferirci in uno stabilimento più grande e puntiamo entro il 2020 a crescere anche nel fatturato estero che ora vale circa il 20% del nostro valore della produzione, forti di un prodotto che siamo certi essere all’avanguardia nel mondo».
(r.s.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








