Padova centro, chiude anche Francomina: vetrine spente in via Santa Lucia
Il centro perde un’altra attività: «Combinato tra cantieri e l’e-commerce». Serrande abbassate anche alla gioielleria Faccia che diventerà un magazzino

Non si ferma in centro la moria di attività commerciali. L’ultima a chiudere i battenti lunedì scorso in via Santa Lucia 34, zona per eccellenza dello struscio e dello shopping, è stato il negozio di Fracomina. A Padova aveva tentato la presenza già qualche anno fa nella location oggi occupata dal colosso dell’abbigliamento e calzature spagnolo Desigual.
Una chiusura improvvisa
Cosa sia andato storto nella città del Santo per il marchio italiano di pronto moda femminile fondato nel 2004 dalla famiglia Prisco, non è dato sapere. Da tempo però si mormorava di una possibile chiusura per colpa non solo della crisi economica, ma anche per le estreme difficoltà nelle quali si sono ritrovati in realtà molti esercenti con l’inizio dei lavori per la realizzazione delle due nuove linee tranviarie, che avrebbero di fatto scoraggiato il flusso di persone che abitualmente si riversavano in centro per gli acquisti.
Incognite sul futuro
I lavori di sgombero del locale di via Santa Lucia termineranno in questi giorni e dal primo febbraio il negozio sarà sulla piazza, se non è già stato locato. Comunque, al momento non si sa ancora quale possibile brand andrà a sostituire l’attività che ha chiuso i battenti la settimana scorsa.
Tra l’altro l’azienda ha chiuso anche il negozio al centro commerciale Nave de Vero in via Arduino, a Mestre: forse l’e-commerce ha spinto il gruppo italiano a nuove scelte strategiche.
L’ennesima chiusura
Quello che resta ai padovani è l’ennesima vetrina tamponata da veline. Purtroppo il personale è rimasto senza occupazione, in tutto si tratta di tre persone. E mentre ci si interroga sui cambiamenti della società e sulle nuove scelte di shopping di generazioni native dell’acquisto a colpi di click, pare chiaro che sia complesso per le grandi ditte superare l’impasse del momento e che la formula effetto “aeroporto” o centro commerciale che porta i centri cittadini d’Italia a essere tutti uguali in materia di negozi e proposte commerciali, forse non paga più.
C’è chi resiste
Quello che invece resiste, ed è anzi un sempre verde, è il bisogno primario di ogni padovano di fare la spesa al supermercato. Se il mercato della frutta in piazza delle Erbe perde bancarelle e in piazza dei Signori si sta radicando tra i banchetti il fenomeno del tutto a prezzi di stock, la necessità dei leader della grande distribuzione di trovare spazio in centro per fare magazzino resta una priorità.
La città che cambia
Ecco allora che in via Boccalerie, secondo alcune voci, quella che è stata la sede della storica gioielleria Faccia sembra possa essere trasformata in un magazzino, per permettere al vicino supermercato di avere la merce di scorta nelle vicinanze. La Padova che cambia è fatta oggi anche dal fenomeno dei negozi che diventano garage o magazzini e di aperture continue di esercizi commerciali atti allo street food in grado di soddisfare qualsiasi palato. —
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