Bar Impero a Cittadella, il passaggio di testimone dopo 40 anni
Sabato 8 agosto sarà l’ultimo giorno di lavoro per i fratelli Venanzio e Gerardo Ereno nel locale a Facca. Sarà un passaggio felice: a raccogliere l’eredità sono due fratelli di 26 e 23 anni che manterranno il nome storico

Un’istituzione e uno spazio unico di amicizia che saluta dopo quasi quarant’anni. Sabato 8 agosto sera balla l’ultimo tango il bar Impero – per tutti “da Venanzio” – a Facca di Cittadella, davanti alla chiesa: si chiude dalle 18.30 con il dj. Sarà un addio amaro e intrecciato a una profonda nostalgia, ma non senza speranza: la gestione infatti passa – ancora una volta – a una coppia di fratelli di neanche trent’anni.
«Con mio fratello Gerardo», racconta Venanzio Ereno, «abbiamo preso in mano l’attività a fine luglio del 1987. Già da 15 anni lavoravo nel settore, e volevamo fare qualcosa in proprio». Ora è dura: «Tra un caffè corretto e un’ombra sono stato un po’lo psicologo di giovani e meno giovani, ho ascoltato tante confidenze. I clienti mi dicono: “E adesso dove andiamo?”».
Il bar Impero è un’insegna che appartiene alla storia del paese e che, secondo i ricordi del gestore, ha preso avvio poco dopo la seconda guerra mondiali. In quasi quattro decenni di attività il locale è stato molto più di un semplice bar: «Le gare dei presepi, le feste, i matrimoni che abbiamo seguito. Ma anche il Milan, lo sport lo ha sempre seguito Gerardo».
Un punto di ritrovo quotidiano, lungo la Valsugana, un luogo dove si sono incrociate generazioni di clienti, amicizie, racconti e momenti di vita. Baristi onnipresenti: «Con Gerardo abbiamo lavorato tanto, anche nei giorni festivi». I momenti difficili ci sono stati, soprattutto il periodo del Covid, che ha messo a dura prova l’attività, ma non ha scalfito la volontà dei due fratelli di andare avanti.
«È il mio lavoro», risponde Venanzio quando gli si chiede perché abbiano continuato a tenere aperto il locale anche dopo aver raggiunto l’età della pensione. Ora, però, è arrivato il momento di passare il testimone. Sarà un passaggio felice: a raccogliere l’eredità sono due fratelli, di 26 e 23 anni, di Mottinello, che manterranno il nome storico. «Si tratta di una garanzia», chiosa Venanzio, orgoglioso che la storia possa continuare senza interrompere il legame con il passato.
Nei primi tempi non farà mancare il suo aiuto ai nuovi gestori, accompagnandoli nei primi passi dietro il bancone, il nuovo inizio dovrebbe essere a metà settembre. Poi spazio alla famiglia: Venanzio è nonno di Alvise, un bimbo di 18 mesi, al quale conta di dedicare molto più tempo, e pure Gerardo ha due nipoti che reclamano il nonno.
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