Colpevole di omicidio: 10 anni a «Kriminal»

Seminfermo di mente Prandato, assassino della prostituta rumena
 
GALZIGNANO.
Dieci anni di reclusione per l'omicidio di una prostituta. Una pena «mite» per il reato giudicato con rito abbreviato dal giudice Mariella Fino, da Antonio Prandato, 55 anni, noto a Galzignano con il soprannome di «Kriminal». Il suo difensore, l'avvocato Patrizio Ianniello, aveva ottenuto il giudizio abbreviato condizionato allo svolgimento di una perizia psichiatrica sull'imputato. E' stata eseguita da un professore universitario, che ha stabilito la seminfermità mentale di Prandato.  La pena a 10 anni, richiesta anche dal pubblico ministero Paolo Luca, Antonio Prandato la sconterà in un istituto idoneo e non in carcere. La vittima si chiamava Albena Birdi Petrova, aveva 35 anni, era di origine bulgara e alloggiava all'hotel Corso. Si prostituiva per pagarsi da vivere e, soprattutto, la droga.  I due si erano conosciuti in una stazione ferroviaria nel giugno 2009, quattro mesi prima della mattina del 20 ottobre 2009, quando il corpo di Albena venne ripescato a Padova, davanti alla chiusa del Lungargine Scaricatore, in località Voltabarozzo.  Prandato, all'epoca residente in un container senz'acqua corrente e senza luce elettrica posizionato a Galzignano, in via Racola 7, si era invaghito della bulgara. E spesso era stato visto dal personale dell'albergo dove lei alloggiava. Non solo. I tabulati aveva rivelato che «Kriminal» la tempestava di telefonate, anche 500 al giorno. Il 20 agosto, in particolare, tra i due sarebbe scaturita una lite furibonda, con tanto di chiamate a valanga e sms a fiumi. L'ultima telefonata risale al 12 settembre, poi più nulla. Segno che, forse, il delitto è avvenuto in quei giorni. Il cadavere della donna, infatti, era stato recuperato in avanzato stato di decomposizione. Leggendo sui giornali la notizia del ritrovamento di un corpo femminile, il titolare dell'albergo aveva avvertito gli investigatori che non c'era più traccia di una sua cliente. Così Albena era stata identificata e ben presto si era arrivati a Prandato, nella cui auto furono scoperte tracce del sangue della vittima. Probabilmente la donna è stata uccisa con una mazzetta da muratore: l'imputato si vantava spesso di tenerne una nella sua auto.  A Galzignano, Prandato non passava inosservato. E non solo per la lunga barba che lo faceva assomigliare a un profeta biblico. Anche per il carattere e il comportamento: un personaggi schivo, di poche parole. Ha vissuto con la madre fino alla morte di quest'ultima. Poi ha venduto la casa e si è ritirato su un terreno di proprietà. Una pensione di reversibilità e alcuni lavoretti saltuari le sue fonti di reddito. E negli ultimi tempi camminava servendosi di un bastone.

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