Esplode l’inflazione a Padova: +3 per cento annuo. Pesano le crisi internazionali

A trainare i rincari è soprattutto il comparto "Abitazione, acqua, elettricità e gas", che segna un incremento annuo del +7,1 per cento, ecco la top ten degli aumenti

Non si ferma la corsa dei prezzi all’ombra del Santo. Ad aprile 2026, l'inflazione a Padova ha fatto registrare una fiammata preoccupante, con una variazione tendenziale (annua) del +3,0%. Si tratta di un balzo significativo rispetto al +1,6% registrato nel mese precedente, segno di un’accelerazione che pone la città ben al di sopra della media nazionale, ferma al +2,7%. Anche il dato congiunturale — ovvero la variazione rispetto al solo mese di marzo — segna un pesante +1,2%.

La morsa dell'energia e dell'abitazione

A trainare i rincari è soprattutto il comparto "Abitazione, acqua, elettricità e gas", che segna un incremento annuo del +7,1% e un’impennata mensile del +4,2%. È qui che si avverte maggiormente l'impatto delle crisi internazionali sulle materie prime: il gasolio per il riscaldamento è schizzato del +44,5% rispetto all'anno scorso, seguito dal pellet e dalla legna da ardere con un +31,6%. Anche il gas naturale (+8,3%) e l'energia elettrica (+6,0%) continuano a erodere il potere d'acquisto delle famiglie padovane.

Trasporti e Carrello della spesa

Non va meglio sul fronte della mobilità. La divisione Trasporti registra un +3,4% su base annua. A pesare come un macigno è il costo dei carburanti (+14,1%), con il diesel che ha toccato punte del +30,2% annuo. Ad aprile, il prezzo medio del gasolio rilevato in città è stato di 2,105 euro al litro, mentre la benzina si è attestata su una media di 1,747 euro.

Il carrello della spesa segna complessivamente un +3,0%. Sebbene si registrino cali per oli e grassi (-10,6%) e pasta (-4,1%), molti beni di prima necessità restano caldi: le uova segnano un +10,9%, il caffè un +9,9% e la carne un +4,4%.

La "Top Ten" dei rincari

La comunicazione comunale evidenzia situazioni limite: in cima alla classifica dei rincari troviamo "altri supporti per la registrazione" (+50,2%), ma colpiscono soprattutto le voci legate al quotidiano come i gioielli e orologi (+21,7%), i corsi di istruzione (+11,5%) e i servizi per gli stabilimenti balneari (+8,7%). In controtendenza si muovono solo pochi settori: calano sensibilmente i prezzi degli smartphone (-12,9%), dei trasporti aerei (-12,8% annuo, pur se in forte ripresa mensile) e degli apparecchi per la telefonia (-11,1%).

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