Comunali a Padova, Azione sogna il terzo polo: «È il momento di un nostro candidato»
Il segretario regionale Pasqualetto: «Io in campo? Sono concentrato sul rafforzamento del partito. Giordani ha fatto bene, ora tocca fare meglio. Priorità: sicurezza e contrasto alle nuove solitudini»

Il mantra: né di destra né di sinistra, ma al centro. Le declinazioni: a Venezia con il centrodestra di Simone Venturini, ma senza simbolo; a Padova con un orizzonte più ambizioso. «Azione potrebbe esprimere un proprio candidato sindaco», confessa il segretario regionale Carlo Pasqualetto, guardando al 2027.
«Padova è entrata in questo secolo mentre la classe dirigente subiva il cambiamento anziché guidarlo», sostiene il giovane imprenditore, ad di AzzurroDigitale, start up padovana venduta al gruppo Zucchetti per 24 milioni di euro: «Si è parlato per trent’anni di tram e pochissimo di lavoro, giovani e rapporti con le energie vive della città». È qui che Azione prova a inserirsi: «Vogliamo colmare questo vuoto con una proposta all’altezza».
Nel frattempo, ragiona il consigliere comunale, la città ha conosciuto trasformazioni significative, anche grazie alle risorse del Pnrr. «Ora occorre appaltare di meno e governare di più il software della città», sostiene, parlando di «quella serie di energie civiche, sociali e culturali che, se ben favorite, riportano la città a essere competitiva».
L’ex forzista, tra i responsabili della caduta del sindaco leghista Massimo Bitonci e poi passato con Sergio Giordani, riconosce il lavoro svolto dall’attuale primo cittadino: «Ha fatto bene, ora tocca fare meglio». Il salto di qualità, secondo il segretario regionale, dovrà tradursi in politiche più incisive sulla qualità della vita, sull’inclusione sociale e sulle opportunità per i giovani.
Il partito, che conta tre consiglieri comunali e un’assessora di riferimento (tutti sotto la lista Giordani), rivendica una crescita sul territorio: «Padova è tra le città in cui Azione è più radicata», dice Pasqualetto, ricordando che «alle scorse europee abbiamo superato il 7%, un risultato superiore a quello di città con una forte propensione all’innovazione come Milano».
Non un dato simbolico, per il dirigente di Azione: «Testimonia che esiste un’area larga di cittadini che lavorano, producono e chiedono risposte concrete e non ideologiche». È a questa area che guarda: «Il metodo è quello che abbiamo sempre seguito: partire dal programma», assicura, «ma rispetto a cinque anni fa siamo più strutturati e consapevoli del ruolo che possiamo giocare». Le priorità? La sicurezza, su cui si chiede un maggiore pressing nei confronti del governo centrale, e il contrasto alle nuove forme di solitudine, legate anche alla difficoltà economica di molte famiglie. «Serve ricostruire una rete sociale che faccia sentire ogni persona parte di una comunità», sottolinea Pasqualetto.
Sul piano politico, Azione ribadisce «l’equidistanza dai populismi, sia di destra che di sinistra», puntando alla costruzione di «un progetto capace di coinvolgere tutte le sensibilità che si riconoscono nei valori del riformismo, della competenza e della responsabilità». Parlare di Terzo polo forse non porta fortuna, ma il concetto resta: un’alternativa ai due schieramenti tradizionali.
Oltre alle parole, però, servono i nomi. «Io sindaco? Non ho questa ambizione, sono concentrato sul rafforzamento del partito», taglia corto Pasqualetto. —
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