«Condotte» anche da 10 mila euro al mese

Un primario non arriva a 4 mila, l'ateneo è in convenzione
Medici in corsia
Medici in corsia
 Il ministero della salute certifica on line i «dati retributivi» aggiornati al mese di marzo 2010.  Il direttore generale sommava 55 mila 397 euro e 39 cent di stipendio ai 36.299,70 di posizione fissa e 76.111,39 di posizione variabile più il «risultato minima» di altri 11.091,51 per un totale annuale lordo di 178.827,99 euro. Un capo dipartimento raggiungeva un totale (sempre lordo) 215.466,89 euro.  I dirigenti sanitari del ministero sono inquadrati economicamente a seconda della fascia, con alcune indennità specifiche o legate al servizio: la retribuzione annua lorda un anno fa oscillava fra 82.311,79 euro (fascia D) e 99.186,79 (fascia A). I medici veterinari non superavano i 59.530,82 euro; chimici, farmacisti, biologi e psicologi si fermavano a 59.269,86 euro.  Fin qui i dati di Fazio. Tuttavia, a Padova è possibile «fotografare» abbastanza nitidamente lo stipendio medio dei camici bianchi a seconda dei rispettivi ruoli. Un medico di base "massimalista" guadagna mensilmente 6-8 mila euro; con alcune voci aggiuntive (per esempio le vaccinazioni o le certificazioni) può arrivare fino ad oltre 10 mila euro. E' pur vero che occorre detrarre da queste cifre le spese sostenute nell'attività. Ma è altrettanto vero che la figura del medico di famiglia sembra appartenere ad un'altra epoca.  Lo sciopero di questi giorni, inevitabilmente, ha riacceso la miccia della «guerra» fra seguaci di Ippocrate. Il Pronto Soccorso è la prima spia che si accende: come sempre, sono i pazienti a sopportare le conseguenze.  E proprio i medici ospedalieri non esitano a confrontare le buste paga, alla luce dell'attività quotidiana nei reparti. Un primario a fine carriera arriva a guadagnare 4 mila euro netti al mese. Aiuti o responsabili di unità dichiarano, mediamente, un migliaio di euro in meno. Un «normale» chirurgo con i turni di reperibilità in sala operatoria incassa poco più di 2.800 euro dal lavoro per il servizio sanitario nazionale.  Diverso è il capitolo che riguarda i medici dell'Università. Sono dipendenti del Bo con le stesse tabelle retributive delle altre Facoltà. Un professore ordinario a tempo pieno oscilla, a seconda delle 19 cifre in base all'anzianità, fra i 60.158 euro lordi annui (compresa la tredicesima) del «grado zero» e i 124.236 euro del massimo di progressione. Per il professore associato, si va invece dai 45.346 fino ai 90.797. Un ricercatore non confermato appena assunto «incassa» dal Bo 24.135 euro che al terzo anno superano i 30 mila sempre lordi. Una volta entrato definitivamente in ruolo, parte da 34.898 (lordi e tredicesima compresa) e arriva a fine carriera a 65.078.  In convenzione con l'Azienda ospedaliera, i medici universitari aggiungono la voce retributiva dell'attività assistenziale. Infine, i medici specializzandi ormai contrattualizzati dalla Regione: 21.220,40 euro lordi all'anno nel biennio; 23.353,15 fino al termine. (e.m.)

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