«Consegnate alla collettività i beni di Manzo sequestrati»
Francesco Manzo, 70enne, imprenditore originario di Nocera Inferiore, è balzato agli onori della cronaca per il maxi-sequestro disposto dalla Dia di Venezia di un patrimonio immobiliare pari a 130 milioni di euro. Posti i sigilli anche ad alcune abitazioni all’interno di uno stabile di via Volturno a Ponte San Nicolò, fabbricato che ospita un bar ben frequentato, un negozio di materassi e alcuni appartamenti. L’accusa, grave, che la Dia rivolge a Manzo, è quella di aver contribuito a riciclare, tramite operazioni sul mattone, il patrimonio della camorra e dei reduci della Mala del Brenta. Enrico Rinuncini, sindaco di Ponte San Nicolò, interviene: «Se il sequestro sarà confermato, chiederemo come Comune di poter restituire questo bene alla collettività. In molti Comuni terreni e proprietà confiscate alla criminalità organizzata vengono recuperate per scopi sociali». Il primo cittadino ha già delle idee: «Potremmo dare delle risposte alle persone con disagio abitativo, ma anche farne una sede per le associazioni del territorio, dall’Avis agli Alpini». (an.c.)
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