Crolla il ponte sul Calcina e l’officina diventa inagibile

TORREGLIA. Le piene dei giorni scorsi hanno fatto crollare il ponte sul rio Calcina che permette l’accesso dalla strada provinciale 43 a una grossa officina meccanica di Torreglia specializzata nella riparazione di motori di autocarri e autobus. L’attività, che conta una quindicina di dipendenti, dall’altra sera è completamente isolata. Il ponte deve essere rifatto ma servono i permessi dei vari enti di competenza prima di poter partire con i lavori. Il titolare dell’officina è molto preoccupato perché non sa se riuscirà ad aprire l’attività il 25 agosto, com’era previsto dopo il periodo della chiusura per le ferie. «In Comune mi hanno assicurato che faranno il possibile per farmi avere al più presto le autorizzazioni per realizzare il nuovo manufatto, che tra l’altro dovrà essere di dimensioni maggiori di quello che è stato danneggiato», afferma Sergio Sanguin, titolare dell’omonima officina meccanica di via San Daniele. «Mi auguro che la burocrazia non mi metta in ginocchio, altrimenti mi vedrò costretto a sospendere i dipendenti. Oltre al parere del Comune, infatti, serve quello del Consorzio di bonifica Bacchiglione, della Provincia e del Parco Colli. Siamo in un brutto periodo, molti uffici sono chiusi, lunedì mattina mi recherò presso questi enti. Confido nella comprensione delle persone. In un brutto momento come questo per noi artigiani è una spesa imprevista che non ci voleva».
La struttura crollata si trova lungo il rio Calcina, uno scolo consorziale che convoglia verso il canale Rialto, nella zona di San Daniele, le acque di sgrondo del versante est del monte Rua e di buona parte del paese di Torreglia e della frazione di Luvigliano. «Alcuni anni fa, a seguito del forte aumento dell’edificazione nel territorio comunale di Torreglia la portata del Calcina è stata elevata mediante un progetto di risezionamento dell’alveo», aggiunge Sanguin. «Il ponte è stato costruito 35 anni fa quando Torreglia aveva meno di 4 mila abitanti. Ora ne conta 6 mila. In occasione dei lavori di allargamento dello scolo sarebbe stato opportuno rinforzare le sponde e creare un imbocco per favorire il passaggio dell’acqua sotto il ponte. Ero disposto a farlo a mie spese ma mi è stato detto che non potevo». A dare il colpo di grazia alla struttura sono stati i due ultimi acquazzoni. La corrente impetuosa del Calcina ha indebolito i punti d’appoggio del manufatto fino a farlo crollare.
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