Cure mediche non urgenti, operativo da maggio il numero unico 116117

Nel Piano integrato di attività e organizzazione dell’Usl 6 le novità per il triennio. In programma l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione delle attese. L’infermiere di comunità dovrà intercettare i bisogni assistenziali

Simonetta Zanetti
Da maggio sarà attivo il numero 116117 per le cure mediche non urgenti
Da maggio sarà attivo il numero 116117 per le cure mediche non urgenti

L’orizzonte è quello di maggio. È questo il mese individuato per l’attivazione del 116117, il numero europeo armonizzato per le cure mediche non urgenti che sarà disponibile H24 sette giorni su sette.

È tra gli obiettivi dell’Euganea enunciati nel Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione che contiene la pianificazione per il prossimo triennio.

Tra questi, anche l’utilizzo dell’AI per la gestione dei tempi d’attesa, l’avvio degli Ats – entro il mese di aprile – e l’uso della teleriabilitazione.

Servizio 116117

È il numero al quale gli utenti potranno rivolgersi per tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensità assistenziale oltre che per la richiesta di informazioni. Secondo le ultime indicazioni regionali, per i cittadini dell’Euganea il servizio dovrebbe partire a maggio, grazie all’attivazione della centrale operativa a Vicenza.

Nasce per fornire una pronta risposta alle richieste dell’utenza sia di tipo informativo/orientativo che di valutazione del bisogno, fino alla presa in carico da parte del servizio di competenza

Le case di comunità forniranno a loro volta un importante supporto nell’organizzazione della risposta ai bisogni più complessi. Inoltre, il numero unico costituirà la principale modalità di contatto con il servizio di continuità assistenziale.

È previsto un sistema monitoraggio delle chiamate in arrivo, dei tempi di risposta e dell’avvenuta presa in carico.

Governo dei tempi di attesa

Tra le priorità dell’Usl resta il governo delle prestazioni sanitarie: l’obiettivo è migliorare l’appropriatezza e ridurre i tempi di attesa. Per incrementare la capacità previsionale tanto dei fabbisogni quanto dell’offerta, è in programma lo sviluppo di un modello che utilizza strumenti di intelligenza artificiale.

Resta al lavoro il gruppo multidisciplinare per le liste d’attesa che si concentrerà su aumento, quando possibile, dei volumi di offerta; rispetto dei tempi; riduzione dei preappuntamenti; presa in carico del paziente e, appunto, contenimento della domanda su livelli di appropriatezza. Creato anche un team dedicato alla riprogrammazione dell’erogazione della specialistica ambulatoriale con l’obiettivo di unificare i Cup, integrare le gestione dei galleggiamenti, rafforzare e monitorare le agende.

Grazie al teleconsulto, intanto, sono già stati attivati nei quattro ospedali dell’Usl degli slot specifici di cardiologia, diabetologia, pneumologia, radiologia, oncologia e medicina trasfusionale per facilitare il confronto con i medici di medicina generale. Il modello verrà esteso anche a servizi come il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze.

La valutazione dell’appropriatezza prescrittiva verrà strutturata secondo due linee di analisi: i risultati del progetto pilota regionale basato su un’applicazione dell’AI in relazione alle indicazioni “Choosing Wisely” – scegliere saggiamente – e ai parametri dei raggruppamenti di attesa omogenei (Rao).

Assistenza territoriale

Come noto, questo sarà l’anno dell’apertura delle venti case di comunità che ridisegneranno l’assistenza territoriale, rappresentando il luogo al quale i cittadini potranno accedere per bisogni di assistenza sanitaria e sociosanitaria.

L’attivazione richiederà l’implementazione al loro interno di servizi come punto prelievi, piano unico di accesso, servizio di prenotazione collegato al Cup aziendale, assistenza domiciliare, prestazioni di specialistica ambulatoriale per le patologie più diffuse e integrazione con i servizi sociali.

A pieno regime, garantiranno ai cittadini assistenza tutti i giorni della settimana con la possibilità di accedere direttamente agli ambulatori quotidianamente dalle 8 alle 20, mentre durante le ore notturne l’assistenza sarà garantita attraverso il numero unico o rivolgendosi a specifiche sedi centrali distrettuali.

Il servizio infermieristico sarà disponibile per sei giorni a settimana, con attività in sede per almeno 6 ore; nei giorni festivi, assistenza e consulenza degli infermieri rimarranno assicurate per 6 ore, fisicamente o attraverso il supporto del numero unico o l’utilizzo della telemedicina (tramite computer o telefono).

L’infermiere di comunità

Dopo una prima sperimentazione, l’infermiere di comunità dovrà entrate a regime quest’anno. Una figura definita dall’Usl 6 come chiave per il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la riorganizzazione dei servizi sanitari di prossimità.

Prevede la presenza di professionisti all’interno delle case di comunità, con formazione specifica (master) e un approccio “proattivo”, orientato cioè non esclusivamente alla gestione della malattia ma in grado di intercettare precocemente i bisogni assistenziali e accompagnare la persona nella comunità in cui vive prima che le patologie insorgano o si aggravino.

L’obiettivo è di promuovere stili di vita sani, sostenere l’autonomia nella gestione della cronicità e prevenire le riacutizzazioni per migliorare la qualità di vita delle persone longeve e delle loro famiglie, garantendo la sostenibilità economica del sistema. L’infermiere di comunità svolgerà inoltre un ruolo centrale nella presa in carico delle persone con cronicità, in particolare quelle a bassa e media complessità.

Livelli essenziali di assistenza

Per la prevenzione, le aree che vedranno maggiormente impegnata l’Usl 6 sono gli screening oncologici e la copertura vaccinale della popolazione, con l’obiettivo di aumentare l’adesione.

Ancora, tra i temi centrali nella programmazione sanitaria, il rafforzamento della collaborazione con Azienda Ospedale Università e Iov per aumentare le reti cliniche integrate sin dalla fase programmatoria, garantire la continuità della presa in carico dei pazienti e l’appropriatezza del percorso diagnostico-terapeutico.

Prioritariamente, dopo aver potenziato la telemedicina per migliorare l’accessibilità ai servizi in diversi contesti assistenziali, l’Euganea punterà a sviluppare teleconsulto, telemonitoraggio e teleriabilitazione.

Nell’anno in corso, l’Euganea sarà chiamata a recepire la piattaforma regionale di telemedicina implementandola con 4 casi pilota: teleconsulto tra medici di medicina generale e Diabetologia ai Colli, teleassistenza della Neurologia di Piove di Sacco per pazienti con patologie neurologiche; telemonitoraggio dei pazienti con ventilazione meccanica da parte della Pneumologia di Cittadella e televisita della Neurologia di Schiavonia per patologie neurologiche.

L’AI troverà inoltre ulteriore impiego in diversi ambiti, sanitario e gestionale. Tra questi, il sistema di screening per la retinopatia nei pazienti diabetici e lo sviluppo di una AI Factory interna per sviluppare applicazioni a supporto dei processi amministrativi, logistici e di risorse umane.

L’equilibrio economico

Nelle direttive regionali, la programmazione economica dell’Usl 6 dovrà tenere conto di un risultato economico programmato di -52.900.000 euro, definito «altamente sfidante» al punto da richiedere un «efficientamento straordinario». Per questo ha valutato diversi percorsi di ottimizzazione di respiro triennale, inviati alla Regione per un parere.

Tra gli interventi programmati dalla cabina di regia, l’incentivazione della distribuzione diretta dei farmaci ad alto costo, il monitoraggio dei consumi nei diversi setting, la promozione dell’appropriatezza prescrittiva e il miglioramento dell’efficienza logistica con particolare riferimento alla centralizzazione e dell’informatizzazione dei magazzini esistenti e al miglioramento della gestione delle scorte.

Tra gli ambiti di ottimizzazione, infine, occhi puntati anche sull’utilizzo del patrimonio mobiliare e immobiliari. —

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