La Protezione civile a caccia di giovani leve: ecco come fare per diventare volontari

La consigliera Bordin: «L’esperienza delle persone più mature resta fondamentale. Oggi è però importante avvicinare ragazzi e ragazze a questa forma di impegno»

Elena Livieri
Protezione civile impegnata durante un allagamento
Protezione civile impegnata durante un allagamento

Quando c’è un’emergenza arrivano loro a dare una mano, a mettere in sicurezza, a salvare beni e vite: c’è chi li chiama gli angeli della Protezione civile, loro si definiscono piuttosto volontari impegnati per il bene delle comunità in cui vivono. Intervengono nelle emergenza più disparate; dalle alluvioni, al crollo degli alberi durante i temporali, ma anche a supporto di eventi e manifestazioni.

In provincia di Padova sono un esercito di 4.021 uomini e donne (circa il 35 per cento queste), giovani - pochi - e più “grandicelli”, la maggioranza. Ed è proprio il dato anagrafico che un po’ impensierisce Daniela Bordin, consigliera provinciale delegata alla Protezione civile impegnata ad avvicinare ragazzi e ragazze. Oggi circa il 10 per cento dei volontari della provincia padovana è sotto i 40 anni. E se da una parte il fattore esperienza è certamente importane e fa gioco ai più “maturi”, dall’altra è vero altrettanto che forze fresche e menti aperte possono solo portare un contributo positivo alla Protezione civile.

«Analizzando i dati degli ultimi anni» illustra Bordin, «non vediamo un calo in generale dei volontari che almeno da tre anni si attestano intorno ai 4 mila e costante è anche il numero dei gruppi, che sono 133 incluse le associazioni di volontariato come Croce Rossa e gruppi cinofili. Se guardiamo ai nostri “vicini”, per esempio nella provincia di Vicenza» osserva Bordin, «i volontari lì sono 3.200, un 20 per cento in meno che non è poco».

La consigliera rivendica quella di Padova come una situazione modello, anche se c’è almeno un aspetto su cui serve un’inversione di rotta: «C’è un sistema solido e organizzato, i numeri e le qualità non ci mancano di certo» sottolinea Bordin, «tuttavia facciamo fatica ad avvicinare i giovani. Su questo aspetto abbiamo riscontrato come incida molto il coordinatore del gruppo: se è giovane lui, fa naturalmente da traino verso altri giovani. Viceversa se il coordinatore è più maturo c’è più difficoltà ad arruolare under trenta».

Nel Distretto Padova Sud, in particolare, proprio la presenza di alcuni coordinatori giovani, uno poco più che ventenne addirittura, ha fatto sì che altri coetanei si siano avvicinati alla Protezione civile. «Questo non toglie nulla al valore e all’importanza dei volontari di età più avanzata» precisa subito Bordin, «le cui competenze ed esperienza valgono tantissimo tanto sul campo quanto più in generale nelle dinamiche del gruppo».

Per farsi conoscere e seminare interesse, i gruppi comunali di Protezione civile organizzano spesso incontri nelle scuole, a volte promuovono veri e propri campus, come a Cittadella, con una settimana intera di attività e vita “da campo”. «L’esempio è il miglior modo per farsi pubblicità e incuriosire» conferma Bordin, «gli incontri sono frequenti nelle scuole elementari e medie, si fa più fatica ad andare nelle scuole superiori.

A Padova gli studenti di terze e quarte superiori sono stati coinvolti nella campagna nazionale “Io non rischio” che riconosceva anche dei crediti formativi, ma l’interesse per lo più è finito lì da parte dei ragazzi. Come Provincia di Padova nel 2025 abbiamo organizzato cinque corsi base che hanno permesso di formare 260 nuovi volontari. Un numero importante» riconosce Bordin, «ma tra questi gli under 40 erano pochi. Chi si avvicina è spesso un over 60, ed è comprensibile: si tratta di persone - uomini ma anche donne - che sono in pensione e hanno tempo per dedicarsi al volontariato. Ripeto, un impegno assolutamente prezioso, ciò non toglie l’importanza di poter contare anche su giovani leve».

E del resto, negli anni le attività della Protezione civile sono andate specializzandosi e così anche la formazione dei volontari richiede corsi e aggiornamenti continui: «L’attività non è solo utilizzare le pompe per gli allagamenti, motoseghe e attrezzature varie» appunta la consigliera, «ci sono anche competenze tecniche e teoriche su cui è sempre più necessario essere preparati. E spesso gli interventi nelle situazioni di emergenza richiedono capacità fisiche e forza non da tutti».

La necessità di avere più volontari giovani si pone come esigenza concreta tanto che alla fine dell’anno scorso la Provincia ha avviato una serie di incontri di approfondimento per mettere le basi di una campagna di “reclutamento”: «È un progetto al quale stiamo lavorando» assicura la consigliera di Palazzo Santo Stefano, «l’idea è di sfruttare i mezzi di comunicazione e il linguaggio più vicini ai giovani, in primis i social. In Protezione civile si può accedere dai 16 anni, poi il limite è relativo, ogni gruppo può regolamentare questo aspetto. È evidente che per ogni età ci sono compiti e mansioni differenti, ma se c’è una cosa che la Protezione civile insegna» conclude Bordin, «è che ogni mano è utile quando c’è bisogno». 

Come si diventa volontario

La normativa richiede espressamente agli aspiranti volontari della Protezione civile i requisiti di moralità, affidabilità, buona volontà e disponibilità. È innanzitutto necessario iscriversi a un’organizzazione di volontariato (OdV) accreditata nazionale, regionale o provinciale. In provincia di Padova sono 133 i gruppi e le associazioni di Protezione civile.

È quindi previsto un percorso formativo base di oltre 40 ore che include sia lezioni teoriche che pratiche, e un possibile periodo di affiancamento. Per entrare come volontario in Protezione civile è necessario avere compiuto 16 anni, essere cittadini italiani o di altro stato dell’Unione Europea e non avere condanne penali ostative. Il servizio viene svolto a titolo gratuito, ma prevede per i volontari sia tutele assicurative che sanitarie.

Ai volontari impiegati in attività di emergenza, addestramento o formazione, viene garantito, per il periodo d’impiego preventivamente autorizzato dalle autorità di Protezione civile (Comune, Provincia, Regione, Dipartimento nazionale), il mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e previdenziale. 

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