Dal Piovese all’Usl per protestare: «Dateci un’altra Tac in ospedale»

I manifestanti si sono recati nella sede di via Scrovegni e sono stati ricevuti dai vertici dell’azienda sanitaria. In strada con fischietti e cartelli: «La richiesta va formalizzata prima che cambino i manager»

Alessandro Cesarato
La protesta in strada a Padova
La protesta in strada a Padova

​Il territorio è stanco del fatto che il proprio ospedale sia considerato la “Cenerentola” dell’Usl 6. Per far sentire la propria voce, una quarantina di cittadini del Piovese ieri mattina hanno preso un pullman e si sono recati a Padova, davanti alla sede dell’Usl 6 in via degli Scrovegni, per un sit-in a sostegno del nosocomio Immacolata Concezione.

A promuovere l’iniziativa la consigliera comunale di Brugine, Melita Ester Benvegnù che è anche coordinatrice locale di Fratelli d’Italia, e Giulio Balasso, attivista di lungo corso impegnato, in maniera trasversale, da oltre 25 anni nelle vicende dell’ospedale. La protesta chiedeva in particolare l’installazione urgente di una seconda Tac 128, tecnologia avanzata in grado di fornire immagini dettagliate di diverse parti del corpo, necessaria per affrontare i quasi 35 mila accessi annui tra Pronto Soccorso e accertamenti programmati.

Attualmente è in dotazione un solo strumento, meno potente e moderno, che serve tutto l’ospedale, urgenze comprese, senza considerare il rischio di rotture e manutenzioni. La nuova Tac permetterebbe di eseguire esami più rapidi e precisi, riducendo i tempi di attesa e aumentando l’efficacia delle diagnosi, oltre a che rappresentare un’alternativa in caso di guasti.

Armati di fischietti e cartelli, i manifestanti hanno protestato a lungo fino a ottenere un incontro con la dottoressa Michela Barbiero, direttrice amministrativa, responsabile della gestione delle risorse e della pianificazione della struttura, e il dottor Aldo Mariotto, direttore sanitario, incaricato di coordinare i servizi clinici e l’organizzazione dei reparti.

«Entrambi ci hanno assicurato» hanno fatto sapere i manifestanti «che la richiesta sarebbe stata portata all’attenzione del direttore generale Paolo Fortuna». Benvegnù e Balasso, da parte loro, hanno sottolineato che l’investimento per la Tac aggiuntiva deve essere formalizzato prima dell’entrata in carica dei nuovi direttori generali, evidenziando come ci sia il rischio che i fondi destinati a Piove di Sacco vengano dirottati verso altre strutture come Schiavonia o Camposampiero. Sono pronti a manifestare a Venezia davanti alla Regione.

«L’ospedale Immacolata Concezione serve un bacino di utenza» rincarano poi la dose, non risparmiando critiche all’inerzia della politica «di 140 mila persone. È di tutti e gli anziani soprattutto ne hanno bisogno. Qui c’è una grave responsabilità politica, anche degli amministratori locali di tutto il territorio che, salvo qualche rara eccezione, si sono dimostrati, nei fatti, poco incisivi e interessati. In tanti passano per le campagne elettorali e poi si dimenticano delle necessità locali».

Nei giorni scorsi anche Davide Gianella, oggi vicesindaco di Piove di Sacco e da sempre in prima linea sul fronte della difesa dell’ospedale, era intervenuto sui social per chiarire ancora una volta la situazione dei fondi Pnrr destinati al nosocomio. «Mi sarebbe piaciuto avere torto» ha scritto «ma la realtà è che finora è stato finanziato solo il primo stralcio da circa 20 milioni. Il secondo stralcio, necessario per completare il progetto e dotare la struttura della seconda Tac, è sulla carta. Senza questo intervento rapido, l’ospedale rimane con una sola Tac da 64. Non chiediamo di più, ma ciò che spetta ai cittadini. La salute è di tutti». —

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