«Dammi il solito e fammi un regalo»

SQUADRA MOBILE Marco Calì e Valeria Pace
«Tocchi», «regalino», «il solito», «due mani». Come sempre la droga al telefono veniva chiamata con soprannomi nella speranza di non insospettire un eventuale indesiderato ascoltatore. Perché per lo spaccio utilizzare il telefono cellulare è una necessità. A costo di essere intercettati. Che, è considerato, un inconveniente del mestiere. D'altra parte Loris Carraro, Federico Tomasin (le loro rispettive fidanzate) e Jerry «Busolin» per riuscire a spacciare dovevano assolutamente usare i telefoni.
Voce maschile:
«Ciao Loris, sono tornato da Roma... Non lasciarmi a piedi», lo prega un suo cliente abituale.
Loris Carraro:
«Tranquillo è solo che c'era l'altra. Stasera arriva il solito. Mi raccomando che non pensi male».
Voce maschile:
«Ok. Ci sentiamo per il solito questa sera. Mandami un sms quando sei pronto». E Loris era sempre pronto. Salvo quando non trovava più il bilancino ed era costretto a chiamare l'amica.
Loris Carraro:
«Ti ricordi sabato sera quando siete venuti qui? Dove hai lasciato lo strumento di misura».
Voce femminile:
«Dietro al computer, l'ho rimesso là».
Loris Carraro:
«E' sparito». Il giovane tuttavia non si perdeva d'animo. Come quando chiede a Jerry «due e un regalino» al momento dell'acquisto. Poi lo racconta al telefono ad una amica.
Loris Carraro:
«Busolin mi ha fatto un regalo, gli ho dato meno soldi e mi ha fatto un regalo». L'importante, comunque, era pagare in contanti. Come spiega bene Tomasin.
Voce maschile:
«Il saldo di tutto sarebbe stasera. Comunque c'è una bella parte, non ti preoccupare».
Tomasin:
«Sì. Ho capito. Ma servono subito. Servono adesso. Basta che siano più di mille. Almeno uno minimo...».
Voce maschile:
«Mille sono sicuri, tranquillo».
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