“Dante e Padova, come olio sull’acqua”, il libro in edicola con il mattino
Nella tradizione degli studi danteschi, Padova non è mai stata considerata città da annoverare tra quelle che hanno a che fare direttamente con la vita e l’opera di Dante. Eppure il poeta riserva alla cultura e alla politica padovana un’attenzione particolare

Padova non è tra le città che Dante attacca apertamente nella Commedia.
Non è Firenze, amata e odiata, né Pisa, definita “vituperio delle genti”. Eppure il nome della città veneta affiora più volte nel viaggio ultraterreno del poeta. Apparentemente ai margini del racconto, Padova emerge attraverso allusioni, episodi e figure che suggeriscono un rapporto più complesso di quanto sembri.
Da questa intuizione prende avvio il libro (pubblicato da Editoriale Programma) “Dante e Padova – Come olio sull’acqua” di Giovanni Ponchio, che propone una rilettura originale della presenza padovana nel poema dantesco.
L’autore parte da una constatazione: nella Commedia Padova non è bersaglio di invettive dirette, ma compare in episodi significativi. Si pensi al racconto di Jacopo del Cassero nell’Antipurgatorio, alla profezia di Cunizza da Romano sul sangue che scorrerà nel Bacchiglione o alla presenza all’Inferno di personaggi padovani come gli usurai Reginaldo Scrovegni e Vitaliano del Dente.
Secondo Ponchio, questi riferimenti non sono casuali. Dante sembra infatti utilizzare il nome di Antenore, leggendario fondatore di Padova, come simbolo di tradimento: “Antenora” è la zona del Cocito dove sono puniti i traditori della patria, mentre gli “Antenori” sono i padovani che consegnano Jacopo del Cassero ai suoi assassini.
Una scelta significativa, che ribalta la tradizione classica e apre interrogativi sul giudizio dantesco nei confronti della città.

Il volume segue questo “filo rosso” lungo le tre cantiche, mostrando come l’avversione del poeta si manifesti soprattutto attraverso allusioni e silenzi. Tra i casi più sorprendenti c’è l’assenza, nel Paradiso, di Antonio di Padova, figura di primo piano del francescanesimo e santo amatissimo dal popolo.
Per Ponchio la chiave di questa tensione non è personale ma culturale.
Proprio nella Padova del tempo di Dante si sviluppa infatti una nuova stagione intellettuale: da un lato l’umanesimo civile di Lovato de’ Lovati e Albertino Mussato, dall’altro gli studi scientifici di Pietro d’Abano, medico e studioso degli influssi astrali. Un ambiente vivace che anticipa alcuni tratti della cultura moderna e che potrebbe aver rappresentato, per il poeta, un modello alternativo e in parte antagonista.
Ne emerge così l’immagine di una Padova presente nella Commedia in modo discreto ma significativo: non al centro delle invettive dantesche, ma come interlocutrice nascosta di un confronto culturale profondo tra il mondo medievale al tramonto e le nuove idee che stanno nascendo.
Giovanni Ponchio, per quarant’anni docente di italiano, storia e filosofia, è oggi presidente della Fondazione Bortignon e di BPA – Biblioteche Padovane Associate. Giornalista iscritto all’albo del Veneto, è autore di diversi saggi tra cui Cultura radicale e società politica in Italia, Tempo civile e tempo ecclesiale, Il volo di Gerione e Passione secondo Giuseppe. Con questo nuovo studio propone ai lettori una prospettiva originale su uno dei testi più letti della letteratura italiana.
La scheda tecnica del libro:

Nella tradizione degli studi danteschi, Padova non è mai stata considerata città da annoverare tra quelle che hanno a che fare direttamente con la vita e l’opera di Dante. Eppure il poeta riserva alla cultura e alla politica padovana un’attenzione particolare. Non polemiche veementi, né roventi invettive, bensì discorsi indiretti, allusioni, omissioni.
In tal modo, Alighieri rivela nella Commedia un atteggiamento malevolo, tanto da trasformare la città nel simbolo della fraudolenza e del tradimento.
L’autore, facendo emergere i segni del livore dantesco, ne dà una spiegazione che non è di natura personale, ma culturale: la contrapposizione tra la suprema sintesi del pensiero medievale al tramonto e il nascente pensiero moderno che sta muovendo i primi passi a Padova, grazie all’umanesimo civico di Albertino Mussato e agli studi scientifici di Pietro d’Abano.
Numero pagine: 224
Formato: 14x21
Prezzo (in abbinata): 10,90
In edicola da: 25/03/2026
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