Padova, una società in house per il Data center in Fiera: ecco chi lo gestirà
Regione, Camera di commercio e Università di Padova saranno i primi soci della nuova struttura. Incarico da quasi 60 mila euro per definire governance e assetti societari

Sarà gestito da una società creata ad hoc il Data Center avanzato che sorgerà al posto del padiglione 6 in Fiera, in via Rismondo.
In attesa del progetto edilizio del nuovo edificio, L’architettura del nuovo soggetto giuridico per la gestione del centro di calcolo sarà disegnata dall’avvocato romano Vincenzo Donativi, che nei giorni scorsi ha ricevuto un apposito incarico dalla Camera di commercio. Vanno stabiliti i modelli di governance, la struttura societaria e gli assetti immobiliari della struttura.
Nuova società partecipata
Non ha ancora un nome, tanto che nella delibera dell’ente di piazza Insurrezione viene provvisoriamente definito “Soggetto Giuridico Data Center”, ma i tre enti promotori sono coloro che hanno già investito con una partecipazione: la Regione con 5 milioni, la Camera di commercio con 3 milioni, l’ateneo che metterà a disposizione le professionalità per arrivare al risultato. In un secondo momento potrebbero aderire altri enti come il Comune o le fondazioni cittadine.
Vincenzo Donativi dovrà dare forma alla nuova società secondo delle definizioni ben precise: il «controllo analogo congiunto» tra gli enti partecipanti, l’inquadramento della società secondo il modello dell’«In-house providing», l’eventuale affidamento di servizi operativi e gestionali a una società già esistente, con esplicito riferimento a InfoCamere.
Il professionista ha ottenuto un incarico diretto che verrà remunerato con 47 mila euro a cui vanno aggiunti Iva e spese previdenziali, per un totale di poco meno di 60 mila euro.
Donativi è professore ordinario di Diritto commerciale all’università Lum e alla Luiss di Roma. Oltre che cassazionista, è esperto in materia di diritto commerciale, fallimentare e bancario.
Il centro per l’Ai
Il nuovo centro in Fiera sarà collegato ai supercomputer Leonardo (Bologna) e Vega (Maribor) e ospiterebbe circa quaranta ricercatori. Ma soprattutto offrirà una risposta concreta a uno dei principali ostacoli alla digitalizzazione delle Pmi, ovvero la difficoltà di testare soluzioni di intelligenza artificiale e calcolo avanzato. Qui le aziende potranno sperimentare tecnologie in modo più semplice e sostenibile, senza dover ricorrere a sistemi troppo complessi o costosi.
Dal punto di vista tecnico, la scelta di demolire e ricostruire il padiglione è legata alla necessità di azzerare il rischio sismico e garantire standard elevati di sicurezza e affidabilità, indispensabili per ospitare dati sensibili, anche della pubblica amministrazione e della sanità.
Il Data center avanzato sarà progettato per sostenere carichi di lavoro molto intensi, come quelli richiesti dai modelli di intelligenza artificiale più potenti. La Regione vuole anche utilizzarlo per ospitare i dati della sanità veneta e del nuovo ospedale di Padova Est.
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