Zaini da 10 chili su alunni che ne pesano 40: a Padova ora nuove regole

Alla primaria Santini i libri si lasciano nell’istituto e a casa si studia con i testi on line. Parisi ha monitorato giorno per giorno: «I ragazzi non devono essere dei facchini»

Lo zaino pesa e il genitore denuncia la situazione
Lo zaino pesa e il genitore denuncia la situazione

Il Ministero della Salute è chiaro: lo zaino scolastico non dovrebbe mai superare il 10-15% del peso corporeo dello studente. Oltrepassare questa soglia, spiegano gli esperti, espone bambini e ragazzi al rischio di mal di schiena e, nel tempo, allo sviluppo di atteggiamenti posturali scorretti che possono evolvere in patologie come scoliosi e lordosi, con possibili conseguenze sulla morfologia corporea.

La denuncia di un genitori 

Un problema tutt’altro che teorico, che riguarda anche il nostro territorio. Come ci spiega la vicenda accaduta qualche settimana fa alla scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Santini” di Noventa.

La segnalazione e la determinazione di un genitore hanno portato a una soluzione concreta: da alcune settimane, per chi lo desidera, è possibile lasciare i libri a scuola e studiare a casa utilizzando le edizioni online di quegli stessi testi.

Il genitore che ha sollevato la questione è Fulvio Parisi, padre di una studentessa dell’istituto: «Ho deciso di muovermi – racconta – quando mi sono reso conto che mia figlia ogni mattina si caricava sulle spalle uno zaino da 10 chili, mentre lei ne pesa appena 40».

Un carico che va ben oltre le raccomandazioni ministeriali e che ha spinto Parisi a chiedere un confronto con la dirigente scolastica e con i docenti: «Ho chiesto di cercare una soluzione per evitare che i ragazzi siano dei facchini invece che degli studenti».

Il monitoraggio 

La protesta, però, non si è fermata alle parole. Parisi ha iniziato a monitorare quotidianamente il peso dello zaino, annotando nel dettaglio quanto pesassero libri, quaderni, astuccio e borraccia. «Tra le prime risposte ricevute – spiega – c’era stata quella di portare la borraccia vuota e riempirla a scuola. Ma anche così, con una borraccia da appena 300 grammi, il peso totale dello zaino restava intorno ai 10 chili».
Nell’osservatorio settimanale sul peso della cartella, il giorno peggiore risultava il martedì quando lo zaino arrivava a toccare gli 11 chili.

A incidere maggiormente erano alcuni volumi particolarmente pesanti: il libro di grammatica da circa un chilo e mezzo, quello di arte da un chilo e 400 grammi e il testo di musica da quasi un chilo. «Mi sembra inutile – osserva Parisi – che per consultare in classe tre o quattro pagine, questi ragazzi debbano caricarsi sulle spalle un intero libro che pesa oltre un chilo».
Per dimostrare che un’alternativa era possibile, il genitore ha anche sperimentato una soluzione pratica: ha fotocopiato una decina di pagine per ciascun libro e le ha inserite in un raccoglitore ad anelli. Il risultato è stato evidente. «Dieci pagine per sei libri pesano complessivamente 550 grammi. Così lo zaino di mia figlia è passato da 10-11 chili a circa 3 chili».
Documenti, tabelle e grafici alla mano, la richiesta è diventata difficile da ignorare.

L’intervento 

Anche grazie alle segnalazioni, seppur meno strutturate, di altri genitori, la scuola ha deciso di intervenire. È stato così consentito agli studenti di lasciare i libri a scuola, custoditi in appositi armadietti chiusi a chiave dai docenti, e di studiare a casa utilizzando le versioni digitali dei testi.
«Mia figlia era terrorizzata all’idea di prendere una nota se non portava ogni giorno il libro richiesto – conclude Parisi – e questo rendeva ancora più difficile alleggerire uno zaino che era decisamente troppo pesante per la sua corporatura esile». Una soluzione che, ora, potrebbe diventare un modello anche per altre scuole padovane e per i genitori alle prese con lo stesso problema.

La preside 

«Ne abbiamo discusso a lungo anche in consiglio d’Istituto e siamo arrivati a questa soluzione». Così spiega Giovanna Ferrari, dirigente titolare al liceo artistico Modigliani e appena rinominata reggente del Santini, dove si è verificato il caso denunciato dal genitore.

«È un problema che va avanti da anni negli istituti comprensivi. Da noi è in corso il massimo dialogo tra i docenti e le famiglie. Non c’è nessun tipo di conflittualità.

Tutte le settimane c’è un planning di programmazione tra gli allievi per portare a scuola i libri che servono. A volte si verifica che sono gli stessi ragazzi a portare a scuola anche libri che non servono per quella giornata.

Occorre solo una programmazione più efficiente che nasce dalla collaborazione tra gli stessi ragazzi. Ossia c’è bisogno solo di un accordo più stringente tra gli allievi. Chi porta un libro e chi ne porta un altro. Sono questioni in cui serve il buon senso».

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