Don Sante Sguotti è stato rimosso
Il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, dopo tante polemiche alla fine ha deciso ed ha emesso il decreto di rimozione del prete papà dall'ufficio di parroco di Monterosso

Don Sante Sguotti, il sacerdote innamorato che un mese e mezzo fa aveva dichiarato al mondo di amare Laura (Tamara?), mamma di un bimbo di un anno, da ieri mattina non è più il parroco di Monterosso. Il decreto di rimozione, firmato dal vescovo Antonio Mattiazzo, è stato notificato verso le 10 in canonica nelle mani dell'interessato, da don Luciano Barin. Il provvedimento ha effetto immediato per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni di parroco: don Sante non può più celebrare a Monterosso e ha l'obbligo di lasciare quanto prima la casa parrocchiale. Il vescovo gli ha dato, come termine ultimo per sgomberare i locali della parrocchia (lo studio e l'abitazione), sabato 13. Tempi strettissimi, dunque. Al suo posto, fin da ieri pomeriggio, è stato assegnato come amministratore parrocchiale don Giovanni Brusegan. Un pezzo da novanta della Chiesa padovana, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura. Il sessantatreenne sacerdote, originario di Camponogara, è giunto a Monterosso verso le 16.45 di ieri: ha incontrato don Sante per un quarto d'ora, e alle 18 ha celebrato la sua prima messa in una chiesetta di San Bartolomeo quasi vuota. La notizia della rimozione del parroco era ormai attesa e ieri, in pochissimo tempo, ha fatto il giro del paese alle porte di Abano.
Ad informare le circa 800 anime della piccola comunità del vicariato di Abano ci ha pensato lo stesso «sfrattato» con un volantino, distribuito da un gruppo di giovani del patronato, nel quale invitava anche i fedeli alla riunione di ieri sera in un ristorante del paese. Un ambiente laico, non potendo più il prete-papà indire riunioni nei locali della parrocchia. «Sapendo - fa notare il sacerdote - che se resto non solo io ma tutta la comunità compie un grave atto di ribellione e diventa passibile di scomunica». Don Sante ha anche informato i suoi ex parrocchiani che ha l'obbligo di consegnare immediatamente il conto in banca (ovviamente quello parrocchiale) e le chiavi della chiesa e della canonica. Una volta venuti a conoscenza del decreto di rimozione, alcuni fedeli si sono ritrovati sul sagrato. Qualcuno ha minacciato di tappare per protesta le serrature della canonica con il silicone; altri hanno manifestato la volontà di disertare la messa di domenica prossima. Le motivazioni addotte dal presule nel decreto di allontanamento di don Sante riguarderebbero soprattutto il comportamento del sacerdote ribelle dal momento in cui, il 19 agosto scorso, è emersa la volontà della Curia di allontanarlo. Atteggiamenti che il Vescovo, nella nota del 29 agosto recapitata al prete-papà, aveva definito «tipici del principe delle tenebre». A questo punto l'ex parroco ha tempo 10 gironi per ricorrere alle Congregazioni del Clero. Lui ha detto comunque di essere sereno e di voler continuare a celebrare l'Eucarestia. Ha inoltre fatto sapere che domani alle 12 terrà una conferenza stampa a Lovertino di Albettone (Vicenza), nel casolare di sua proprietà dove vivono l'amata Tamara e il bimbo a cui don Sante, come ha rivelato a «Buona Domenica», quando l'ha in braccio, sente «di voler bene più della mamma».
Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con la decisione del vescovo?
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