Donne alla riscossa la rete “Le Rosa” cerca e trova lavoro
Giulia Bezze ha fondato il gruppo Facebook al femminile «Dobbiamo smettere di sentirci sole e sostenerci a vicenda»

PADOVA. Dalla ricerca di un’amica con cui portare i bimbi a scuola ai corsi di aggiornamento professionale, dalla necessità di promuoversi delle libere professioniste al mutuo sostegno su faccende strettamente private: nel gruppo “Le Rosa” c’è spazio per questo e molto altro, ma tutto rigorosamente rivolto al mondo femminile. L’esperimento è partito all’inizio dell’estate con un gruppo chiuso su Facebook: a dare il via è stata la padovana Giulia Bezzi, che un giorno d’inizio estate ha aggiunto le prime due persone. Due giorni dopo c’erano duecento richieste. “Le Rosa” è nato un po’ per gioco e nel giro di due mesi si è trasformato in un prototipo di “Società Benefit” per sole donne. La formula giuridica, poco diffusa in Italia, permette di coniugare il reciproco aiuto con un po’ di utile, che, se tutto va bene, permette di trasformare il contributo di alcune in un lavoro vero e proprio. Difficile fare previsioni sul futuro, ma per ora l’esperimento pare vincente: le adesioni sono numerose e molte amministrazioni locali si stanno interessando al “fenomeno Rosa”.
Giulia Bezzi, cresciuta a Venezia e padovana d’adozione, con l’informatica ci sa fare. Dopo una laurea in Scienze Ambientali e diversi anni di lavoro nel settore, ha detto “basta” a quel tipo di vita. E ha trasformato una passione di famiglia (il fratello è “architetto di software”) in un impiego a tempo pieno, gettandosi a capofitto nel digitale e nella comunicazione. Per lavoro si occupa di Seo (cioè fa in modo che i siti siano ben indicizzati dai principali motori di ricerca), organizza grandi eventi di formazione e per passione gestisce “Le Rosa”.
«Uno dei motivi per cui ho creato il gruppo» racconta, «è che dovevo cercare un dopo scuola per la mia bimba e non lo trovavo. Cercavo uno spazio dove confrontarsi sul web, per poi mettersi in contatto nella vita reale. “Le Rosa” nascono dalla mia quotidianità, che è quella di molte donne, e anche dalla mia esperienza professionale: oggi mi occupo di diffusione della cultura digitale, e il mio partner Salvatore Russo mi ha insegnato a trasformare i
competitor
in collaboratori. Questo è quello che dobbiamo fare noi donne: smettere di sentirci sole e in competizione. E fare rete per sostenerci a vicenda». Per far parte delle Rosa è necessario essere donna e residente nella provincia di pertinenza del gruppo: «Questo» spiega Giulia Betto, «perché lo spazio di una provincia è la giusta misura perché la rete funzioni: abbastanza vicine per incontrarci ma, per le imprenditrici, abbastanza lontane da non farsi concorrenza». Oggi è programmata una giornata di presentazione del gruppo, info sulla pagina Facebook “Le Rosa Padova”.
Silvia Quaranta
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