Due forti esplosioni per far saltare lo sportello bancomat

SCOPPIO E DANNI I due botti hanno sventrato il bancomat
DUE CARRARE.
Un forte boato nel cuore della notte, seguito in rapida successione da un secondo scoppio, ancora più violento. E il bancomat dell'Unicredit ha preso il volo. Un vero e proprio assalto, gestito nei dettagli, che ha fruttato ai ladri 33 mila euro di bottino.
Lasciando ovunque i segni della devastazione. Brusco risveglio martedì notte, attorno alle 3 e mezzo, per i residenti del centro cittadino. In molti hanno pensato a una bomba o al terremoto, poichè i vetri delle abitazioni vicine hanno tremato. Nella casa a fianco sono perfino caduti a terra due quadri. Una banda di malviventi ha fatto esplodere lo sportello del bancomat che si affaccia sulla piazza, posto a pochi passi dal Duomo e dal municipio. L'eco delle esplosioni è stato udito fino al vicino comune di San Pietro Viminario, da dove sono arrivati nella mattinata molti curiosi, per vedere cosa fosse successo. La tecnica usata dai ladri, una banda di tre o quattro componenti, che parlavano tra loro in stretto dialetto veneto, è stata meticolosa. Mentre alcuni oscuravano le telecamere di videosorveglianza, poste ai lati della banca, altri coprivano quella posta sul lampione pubblico, a pochi passi dalla banca. Questa seconda operazione si è rivelata superflua, in quanto fa parte del circuito del Distretto di Polizia locale, ancora inattivo. Lo ha dichiarato lo stesso sindaco Sergio Vason, tra i primi a giungere sul luogo. I banditi devono essersi protetti dal fortissimo spostamento d'aria appoggiandosi dietro allo stretto muretto che si trova di fianco allo sportello automatico, come testimonierebbero le impronte lasciate sul pianerottolo di marmo. Subito dopo sono entrati in banca, passando dalla porta principale, che è stata letteralmente sventrata dalla seconda esplosione. Hanno prelevato la cassa con il contante e si sono dileguati rapidamente, probabilmente in direzione della statale Adriatica, dato che i residenti nella piazza, affacciatisi alle finestre, non hanno visto passare alcuna auto, dopo lo scoppio. Sul luogo dell'assalto sono giunti i carabinieri della stazione di Battaglia, una radiomobile da Abano e, dopo pochi minuti, una squadra di artificieri dell'Arma con un loro automezzo per garantire la massima sicurezza.
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