E sui social scorre odio fra i tifosi

Spagnoli coalizzati contro Valentino e tra i fan di Rossi c’è chi è passato dagli insulti agli elogi di Iannone
Di Mauro Corno
MotoGP - Gran Premio della Malesia - Nella foto: Valentino Rossi - MotoGP - Yamaha
MotoGP - Gran Premio della Malesia - Nella foto: Valentino Rossi - MotoGP - Yamaha

di Mauro Corno

I tifosi di Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo se le stanno dando di santa ragione dopo quanto capitato a Sepang. Solamente sui social, per fortuna, sperando che il limite sia già stato raggiunto. E che a Valencia, in un fine settimana che si preannuncia incandescente, non si passi alle vie di fatto. Soprattutto Facebook è diventato un’arena in cui attaccare i rivali del proprio idolo, a colpi di insulti e immagini denigratorie, e sbertucciare i sostenitori avversari. Anche su Twitter non si scherza, chi si esprime a favore dell’uno o dell’altro viene subito “seguito” da altri dell’altra fazione e subito bersagliato di messaggi che, quando va bene, sono infarciti di luoghi comuni: italiani tutti mafiosi, spagnoli buoni solo per le corride. E questo è solo quello che si può riferire, in nove casi su dieci si scade proprio sul triviale e sull’osceno.

Iannone prima nemico e poi... Il primo a essere messo di mezzo, otto giorni prima, è stato però Andrea Iannone, reo di avere preceduto sul traguardo di Phillip Island l’asso di Tavullia e di avergli strappato punti preziosi nella corsa all’iride. Non lo avesse mai fatto. La sua pagina ufficiale Facebook è stata invasa dagli inviperiti fans di Valentino, qualcuno dei quali è addirittura arrivato ad augurargli di fare la stessa fine del gabbiano centrato dal pilota della Ducati sulla pista australiana. La reazione degli estimatori dell’abruzzese è stata altrettanto veemente. In Malesia, nella conferenza stampa che ha preceduto il fine settimana più travagliato della sua ventennale carriera, Rossi ha messo tutti d’accordo. «Sono persone stupide quelle che se la sono presa con Andrea – ha osservato –. Attraverso i social tutti possono dire la loro… Ad alcuni piace parlare male di altri che magari sono più fortunati di loro, che magari possiedono maggiore talento di loro e che sono anche più contenti e felici perché nella loro vita fanno quello che vogliono».

Poco dopo gli stessi che avevano insultato Iannone hanno cominciato a elogiarlo per poi chiedergli di buttare giù Lorenzo...

Già pochi minuti dopo il fattaccio di Sepang a essere maggiormente utilizzati per lo scontro sono stati i gruppi ma soprattutto le pagine “fai da te”, agglomerati popolati in gran parte da appassionati sanguigni ma equilibrati, pronti a emozionarsi per le gesta dei propri beniamini e a prodursi in simpatici sfottò all’indirizzo degli altri, nei quali però si annidano anche “leoni da tastiera” se non addirittura autentici squilibrati che, sovente registrandosi con nomi falsi (i cosiddetti “fake”), non perdono occasione per scivolare nel greve se non, addirittura, nel penalmente rilevante oltre che vergognoso: la memoria va a quegli idioti che nel 2014 crearono una pagina denominata “Marco Simoncelli pippa gay” e agli oltre 800 imbecilli che espressero il loro apprezzamento, prima che qualcuno intervenisse e la cancellasse.

In Italia anche i controcorrente. Con la sua reazione ai danni di Marquez, Rossi si è messo contro tutti gli spagnoli, se si eccettua qualche aficionado, ma pure qualche italiano non sta dalla sua parte. E non sono neanche pochissimi i suoi social-detrattori. I due gruppi intitolati “Odio Valentino Rossi” contano rispettivamente 3200 e 4600 membri (ma molti di loro, che evidentemente ce l’hanno proprio con il figlio di Graziano, figurano in entrambi). «Il prossimo che augura cadute o del male a Valentino verrà bannato – avvisa la moderatrice del primo –: qui si vuole discutere di motociclismo e prendere in giro Lamentino». Lamentino, ovviamente, è lui, ed è bersagliatissimo: uno degli argomenti più gettonati per dargli contro è il contenzioso con il Fisco, sistemato con il pagamento di una corposa multa, ma gli anti-Vale non scherzano neanche quando c’è da sbeffeggiare i suoi tifosi, noti come i “Canarini”, per via del colore giallo che contraddistingue i loro indumenti da ultrà.

Odio a tutto spiano. Sono naturalmente molti di più i gruppi che inneggiano al pluricampione del mondo (c’è anche “Odio il gruppo Odio Valentino Rossi”: vi sono iscritti in 1800): lì la rabbia è montata incontenibile e gli strali sono stati equamente divisi agli indirizzi di Marquez e di Lorenzo e ai loro tifosi, gente che fino a pochi giorni fa si detestava e che adesso ha trovato un nemico comune nel Dottore.

Il traduttore delle offese. È una babele, quella social, in cui ognuno si esprime nella propria lingua, costringendo a un larghissimo utilizzo del traduttore di Google se si vuole comprendere l’amaro sfogo del fan indonesiano di Valentino Rossi o il grido speranzoso di quello vietnamita di Jorge Lorenzo. Ma quando sulla pagina ufficiale Facebook di Marc Marquez si legge che un certo Mark Fitzpatrick, residente sull’isola di Jersey, a poche miglia dalla Normandia, ha scritto «No support here Marc... you are certainly not innocent!» e si è beccato oltre 25mila ’mi piace’, non serve il dizionario per capire che i “neutrali” hanno già perdonato Valentino Rossi per la sua reazione ai danni di quello che in molti consideravano il suo erede e ora soltanto un provocatore.

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