Non partono quattro classi primarie a Padova, l’assessora Piva: «Stiamo toccando il punto più basso»

I piccoli nati nel 2020 sono sensibilmente meno rispetto ai loro predecessori. Diminuisce anche la popolazione delle scuole medie che perde 150 studenti

Marta Randon
Non partiranno quattro classe elementari a Padova
Non partiranno quattro classe elementari a Padova

Denatalità uguale banchi vuoti. Il prossimo anno scolastico segnerà il punto più basso per le scuole primarie del Comune di Padova. I piccoli nati nel 2020, che varcheranno per la prima volta la soglia della primaria, sono sensibilmente meno rispetto ai loro predecessori. In tutto il territorio comunale si registra un calo di 125 bambini rispetto all'anno precedente. Questo significa l’eliminazione di quattro classi, in altrettante elementari.

Conti alla mano nel 2019 i padovani hanno fatto pochi figli. Il calo riguarda anche le scuole medie, che perdono circa 150 alunni dalla prima alla terza: «Ma in questo caso ci sarà solo una riduzione del numero di iscritti, nessuna classe verrà eliminata» spiega l’assessora all’istruzione Cristina Piva, che resta fiduciosa: «Se nell’anno scolastico che partirà a settembre toccheremo il punto più basso, dall'anno successivo, la situazione migliorerà. Ci sarà una buona ripresa». Questo significa che nel 2020, durante il Covid, la chiusura in casa forzata ha dato i suoi frutti.

I figli del lockdown

Una piccola e curiosa conseguenza del lockdown che, almeno sul fronte delle nascite, sembra aver invertito per un momento una tendenza ormai consolidata. Dopo l'anno più difficile per le scuole cittadine arriverà una boccata d'ossigeno: nel 2021 si registrano 132 nascite in più rispetto all'anno precedente. Saranno proprio quei bambini e quelle bambine a entrare in prima elementare nell'anno scolastico 2027-2028.

Quattro classi in meno

Le quattro classi prime eliminate «si trovano in scuole sia dentro le mura che in periferia», precisa Piva. Un piccolo segnale che, messo insieme agli altri, restituisce l'immagine di una città che continua ad attrarre studenti universitari e lavoratori, ma fatica sempre di più a riempire i passeggini. L'anno successivo, grazie al cosiddetto "baby boom del Covid", probabilmente si formeranno nuove classi prime. Anche l'anno scolastico 2028-2029 dovrebbe mantenere un andamento positivo.

La denatalità morde

La denatalità, insomma, continua a mordere. Padova rimane una delle città italiane che, rispetto alla media nazionale, conserva ancora una discreta capacità di attrarre giovani famiglie e far nascere bambini, ma il problema è strutturale e riguarda la composizione stessa della popolazione residente. «Circa il 50% dei nuclei sono unipersonali», spiega Piva.

Sempre meno famiglie con figli, sempre più persone che vivono da sole. E i numeri parlano chiaro. Nel 2012 sono nati 1.678 padovani nella fascia d'età tra 0 e 14 anni; quelli che hanno visto la luce nel 2024 sono scesi a 1.234, in 12 anni ben 444 in meno, Nel 2025 la situazione registra un lieve miglioramento, ma la tendenza di fondo resta negativa.

Se le scuole primarie e secondarie fanno i conti con classi che si assottigliano, il quadro cambia completamente per le scuole dell'infanzia comunali. Qui il calo demografico si percepisce meno. Ma perché? «Negli ultimi anni hanno chiuso parecchie materne paritarie gestite da congregazioni e ordini religiosi» continua Piva. Ad esempio Mamma Margherita dei Salesiani a Paltana, Giustina Pianta all'interno del complesso di Santa Giustina e la Santa Maria del Perpetuo Suffragio, alle Cave, gestita dalle Suore Minime di Torino.

Una perdita significativa per l'offerta educativa cittadina che ha inevitabilmente modificato la geografia delle iscrizioni. «Alcuni dei piccoli iscritti sono confluiti nelle nostre strutture comunali», precisa l’assessora. La sfida, per il futuro, resta quella di una città che dovrà continuare a interrogarsi su come sostenere le giovani famiglie.

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