Elezioni suppletive, il centrosinistra ci prova con il dem Stivanello e Bovolenta di Iv

Domenica 15 nuova riunione del direttivo Pd a Padova. La senatrice renziana Sbrollini: «La destra è alla frutta»

Rocco Currado

Manca solo l’ufficialità, ma la partita sembra ormai chiusa. A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle candidature alle elezioni suppletive della Camera, il centrosinistra veneto avrebbe trovato – dopo giorni di confronto serrato – la quadra.

I nomi sul tavolo, pronti a essere formalizzati, sono quelli di Antonino Stivanello, capogruppo del Pd a Vigonza, e di Giacomo Bovolenta, presidente provinciale di Italia Viva a Rovigo. Il primo per il seggio uninominale Veneto 2-02 che riguarda 41 Comuni della provincia euganea distribuiti tra l’Alta Padovana e la cintura, e il secondo per il Veneto 2-01 che, oltre a Rovigo, copre 36 centri padovani, quasi tutti nella Bassa.

Il condizionale resta d’obbligo, perché i passaggi formali non sono ancora stati completati. L’obiettivo dichiarato è presentarsi con candidature condivise e radicate nei territori, nella consapevolezza che si tratta di collegi pressoché blindati dal centrodestra (nel 2022 avevano vinto infatti Massimo Bitonci e Alberto Stefani, oggi assessore e presidente della Regione).

Padova

Sul fronte padovano, la segretaria provinciale del Pd Sabrina Doni ha convocato per questa mattina il direttivo, chiamato a esprimersi con voto online sul candidato. La scelta di Stivanello, 63 anni, già sindaco di Vigonza, rappresenterebbe, nelle intenzioni dei dem, un profilo amministrativo solido e radicato. Oggi quindi è previsto il via libera definitivo.

Rovigo

Particolarmente soddisfatta per l’intesa sul seggio di Rovigo è invece la senatrice renziana Daniela Sbrollini, alle prese in queste ore con tutte le procedure burocratiche del caso. «È un lavoro costruito in queste settimane a stretto contatto con il Pd e gli altri partiti della coalizione, di cui sono particolarmente orgogliosa», confida, «Giacomo Bovolenta è una persona che stimo moltissimo, sia come professionista che come uomo, e la sua candidatura è un riconoscimento unitario della coalizione al partito che rappresento».

Sbrollini non risparmia una stoccata al centrodestra: «La Lega è alla frutta, ormai continua a perdere pezzi», affonda la vicentina, «per un collegio veneto deve accettare una candidatura imposta dall’alto (si riferisce ad Alberto Di Rubba, tesoriere del Carroccio fedelissimo di Matteo Salvini, condannato per peculato, ndr), mentre noi il candidato lo abbiamo scelto sul territorio e di comune accordo». Lo stesso Matteo Favero, recentemente nominato commissario provinciale del Pd rodigino, due giorni fa sottolineava l’importanza di avere «un candidato polesano» di fronte a un centrodestra che candida «un catapultato da fuori», per «premiare un territorio che merita di essere protagonista aggregando le energie migliori».

La sfida

La senatrice Sbrollini non nasconde comunque le difficoltà della competizione: «Si tratta di una partita difficile, ma vogliamo dare un segnale forte. Sapere che ci sono figure su cui si può puntare è importante». Parole che delineano il perimetro politico della sfida: non solo conquistare un seggio, ma testare la capacità del campo largo di fare sintesi e rilanciare la propria proposta in un territorio tradizionalmente complesso. Anche in vista delle prossime competizioni: dal referendum alle amministrative, fino alle politiche del prossimo anno.

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