Emergenza freddo, il Comune: "Un posto per tutti i clochard, anche senza documenti"

PADOVA. "Sistemeremo anche una ventina di senzatetto non residenti o senza documenti". Con queste parole, in un videomessaggio, l'assessore al Sociale Vera Sodero ha annunciato l'apertura del Comune sul regolamento dell'asilo notturno (risalente al 2003) che non permetterebbe l'accesso a chi non ha i documenti e non è residente a Padova. Una risposta dopo le molte proteste dei consiglieri comunali del Pd: ieri tre di loro (Bettin, Beda e Colonnello) erano arrivati ad "occupare" Palazzo Moroni e a passare la notte all'interno del municipio.
Ecco il videomessaggio dell'assessore.
Il Pd: "Superata la burocrazia, è una vittoria degli ultimi". "Siamo felici che l’Assessore apra gli occhi e prenda in considerazione le nostre richieste, siamo ancor più felici che decida di aprire la stazione, sebbene - a suo dire - "non esiste un'emergenza freddo". Ancora: il fatto che - a suo dire - siano “solo” venti i senzatetto non residenti a Padova e senza documenti è un’aggravante della sua incapacità di affrontare la questione che abbiamo posto. Se sono solo “venti” dov’era il problema? Fino a ieri diceva che c’erano problemi burocratici insormontabili, problemi burocratici che impedivano di salvare la pelle a decine di persone, quando - e qui sta l'assurdità - due terzi dei posti letto erano liberi, a disposizione", è il commento dei consiglieri comunali del Pd Massimo Bettin, Enrico Beda e Margherita Colonnello.
"Non si tratta di strumentalizzare, finiamola con questa retorica pietosa: c'era un problema vero, qualcuno poteva essere accolto in strutture pubbliche, ed evitare di dormire sotto zero per oltre venti giorni, gli spazi c'erano e lei ci ripeteva il mantra della burocrazia, stavano annegando ma per essere salvati dovevano mostrare la carta d’identità regolarmente rilasciata dall’ufficio competente. Oggi - e noi siamo felicissimi di questo - l’Assessore scopre che si può affrontare concretamente la situazione, con criteri di ragionevolezza e umanità che consentono a non residenti e privi di documenti di avere un letto. Bene. Ci auguriamo che questi criteri di ragionevolezza e umanità crescano in altri ambiti dell’attività dell’Amministrazione: oggi non vinciamo noi o loro, ma il buon senso e - soprattutto - queste donne e questi uomini fin qui esclusi ed emarginati da assurde rigidità. Sia una lezione: il desiderio propagandistico di mostrare il volto truce e rabbioso, per settimane ammantato di carta bollata, venga frenato e si proceda sempre in maniera più intelligente. Umana. Da Padova, città civile e non barbara", è la conclusione della nota del Pd.
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