Emergenza freddo per i senzatetto a Padova, tre consiglieri del Pd "occupano" Palazzo Moroni

I consiglieri Bettin, Colonnello e Beda sollecitano l'intervento dell'assessore al Sociale: "Siamo pronti a restare dentro il municipio anche tutta la notte se non otterremo risposte"

PADOVA. Tre consiglieri comunali del Pd (Massimo Bettin, Margherita Colonnello e Enrico Beda) hanno deciso di "occupare" Palazzo Moroni per ottenere una risposta dall'assessore al sociale Vera Sodero sull'emergenza umanitaria per i senza tetto al freddo. Sono ancora vuoti infatti due terzi dei posti all'asilo notturno, mentre la temperatura esterna di notte scende sotto zero.

"A oltre 24 ore dalla nostra richiesta di incontro urgente sul problema dei senza tetto e dell'emergenza freddo ancora non è pervenuta alcuna risposta. Di fronte al dramma in atto, non è però di mera cortesia istituzionale e anche personale che abbiamo bisogno - sottolineano i tre consiglieri in una nota - Le persone senza un tetto sono a rischio della vita e non possono certo attendere i tempi della polemica politica. Siamo profondamente amareggiati che non si sia colto lo spirito costruttivo e di comune sforzo ribadito per ben quattro volte in sede istituzionale per trovare una soluzione di carattere umanitario come ogni anno".

Natale, senzatetto al freddo per problemi burocratici
Natale al freddo per i senzatetto

"Tuttavia non possiamo e non vogliamo nè fermarci nè far finta di niente - proseguono - Per questa ragione da questo momento saremo presso Palazzo Moroni in maniera permanente, pronti anche a passare qui la notte, in attesa che l'assessore conceda un incontro, o fornisca finalemente a tutti i soggetti interessati la disposizione di agire con criteri umanitari ed emergenziali come si è sempre fatto a Padova negli scorsi anni da quando nel 2004 venne istituito il piano "emergenza freddo" in seguito alla morte per congelamento di due senza fissa dimora. Noi vogliamo solo che finalmente si assumano decisioni che sanino la ferita morale di letti vuoti con persone al gelo e che siano posti in essere immediatamente criteri di assgnazione che consentano di non disciriminare persone ugualmente disperate su basi burocratiche del tutto secondarie rispetto al dovere morale e istituzionale di tutelare la vita e la dignità di esseri umani".

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