Este, picchia la madre per anni: arrestato un ventenne
L’allarme ai carabinieri è arrivato grazie alla segnalazione di una familiare, che si è resa conto della gravità dei fatti. L’ipotesi accusatoria è quella di maltrattamenti in famiglia

La spirale di violenza, secondo gli investigatori, andava avanti ormai da quasi due anni e sulla vicenda era già stato attivato il Codice Rosso, il percorso previsto dalla legge per garantire un intervento rapido nei casi di violenza domestica.
L’ennesima aggressione, però, rischiava di trasformarsi in tragedia. Soltanto il tempestivo intervento dei carabinieri ha evitato conseguenze ancora più gravi per una donna di Este, brutalmente picchiata dal figlio ventenne, C.G. all’interno dell’abitazione in cui vivevano insieme.
Per quei fatti la Procura di Rovigo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida dell’arresto in flagranza e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane, nato nel 2006 e residente a Este.
L’ipotesi accusatoria è quella di maltrattamenti in famiglia, che sarebbero stati commessi dall’ottobre 2024 fino a domenica scorsa, e di lesioni personali aggravate ai danni della madre convivente.
L’arresto è scattato domenica sera. Secondo quanto ricostruito, il ventenne stava colpendo violentemente la madre quando una parente, presente in casa, rendendosi conto della gravità della situazione è uscita dall’abitazione e ha chiamato il 112. Era convinta che, senza un intervento immediato, per la donna le conseguenze potessero essere drammatiche.
La richiesta di aiuto ha fatto scattare l’intervento dell’Aliquota Radiomobile della compagnia Carabinieri di Este. I militari sono arrivati rapidamente sul posto, hanno bloccato il giovane e lo hanno arrestato in flagranza, ponendo fine all’aggressione. L’uomo è stato quindi trasferito in carcere, dove si trova tuttora.
Nella richiesta avanzata dalla Procura vengono contestate anche le aggravanti previste dalla normativa del Codice Rosso, introdotta per rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, oltre alle aggravanti legate al rapporto di parentela tra l’indagato e la persona offesa. Nei prossimi giorni il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a pronunciarsi sia sulla convalida dell’arresto sia sulla richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dalla Procura.
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