Padova, De Poli critico: «Ci sono 152 case Ater vuote, vanno assegnate subito»
In totale, secondo il senatore Antonio De Poli (Udc) sono 1.500 le abitazioni inutilizzate in città, di cui 152 pronte ma bloccate da procedure burocratiche. La critica a Giordani: «Ha dato poche risposte, senza risolvere i veri problemi»

Sono 16.000 gli alloggi liberi a Padova, di cui 10.000 risultano realmente utilizzabili e in vendita contro appena 821 in affitto, mentre i canoni di locazione sono aumentati del 43% tra il 2019 e il 2025, raggiungendo una media di 14,14 euro al metro quadrato. Oltre a ciò, ci sono le 1.660 domande di edilizia residenziale pubblica ammesse, a fronte di appena 400 alloggi assegnabili nel biennio, i 47.000 studenti fuori sede con un gap di quasi 5.000 posti letto, e le 1.500 abitazioni Ater inutilizzate, delle quali 152 sono già pronte ma ancora bloccate da procedure burocratiche.
È questa la fotografia della situazione abitativa padovana tracciata dal senatore Antonio De Poli, segretario dell’Udc, che rilancia il Piano casa e il tema della rigenerazione urbana come risposta all’emergenza. «La questione abitativa è ormai una delle sfide decisive per il futuro della nostra città», afferma De Poli, «Padova può continuare a crescere soltanto se permette alle persone che la fanno vivere ogni giorno di trovare casa e costruire qui il proprio futuro».
Il quadro padovano si inserisce in una situazione complessa che interessa l’intero Veneto. Secondo il dossier, nella regione risultano 7.850 alloggi Ater sfitti, quasi il 20% del patrimonio pubblico, mentre oltre 10.000 famiglie attendono l’assegnazione di una casa. A ciò si aggiungono 521.945 abitazioni cosiddette dormienti, pari al 22% dello stock residenziale regionale, in un mercato dove la domanda continua a crescere e l’offerta diminuisce.
Per invertire questa tendenza, il Piano casa nazionale individua tre linee di intervento: il recupero e la manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, l’istituzione di un Fondo Housing Coesione e nuovi programmi di edilizia integrata. Il tutto con una dotazione di 7,3 miliardi di euro.
Per Padova il dossier individua alcune priorità immediate. La prima è la task force Quota 152, pensata per assegnare rapidamente gli alloggi Ater già pronti, destinandoli in via prioritaria a giovani, infermieri, insegnanti e appartenenti alle forze dell’ordine. Non solo: incentivi e sconti Imu per trasformare negozi sfitti in micro-alloggi e spazi di coworking.
La strategia indicata dal Piano Casa punta infatti soprattutto sul recupero dell’esistente. L’obiettivo dichiarato è arrivare allo sfitto zero, rimettendo in circolo il patrimonio pubblico inutilizzato e favorendo abitazioni a canone calmierato, affitto con possibilità di riscatto e strumenti di sostegno per le famiglie.
Sull’operato di Sergio Giordani, De Poli taglia corto: «Ha dato poche risposte, senza risolvere i veri problemi». Affianco a lui, il responsabile delle politiche abitative Andrea Napoli, il vicepresidente vicario di Fimaa Confcommercio Alessandro Simonetto.
E Monica Grosselle, presidente di Ance: «Servono progetti pronti e norme chiare. Bisogna riqualificare il patrimonio esistente e sul nuovo avere abitazioni autonome dal punto di vista energetico e idrico. E iniziare a costruire sottoterra quantomeno i locali tecnici».
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