Etra, dirigente a processo per frode nelle forniture

È il geometra veneziano  Alessandro Masiero, denunciato dalla stessa società dopo alcune verifiche interne. Sotto accusa  le modalità di raccolta dei rifiuti

CAMPOSAMPIERO. Prima la denuncia partita in “casa” da Etra, poi l’inchiesta. E anche se i tempi della giustizia sono lunghi, il rinvio a giudizio: sarà processato il 18 novembre 2020 il geometra veneziano Alessandro Masiero, 47enne di Mirano, accusato di frode continuata in forniture pubbliche (a difenderlo l’avvocato Andrea Bodi). Lo ha deciso il gup Claudio Marassi accogliendo la richiesta del pm Sergio Dini che ha coordinato l’indagine. Etra spa, la multiutility che gestisce i servizi nel settore dei rifiuti, idrico e dell'energia nel bacino di 75 Comuni soci nelle province di Padova, Vicenza e nel Trevigiano, si è costituita parte civile tutelata dal professor Enrico Ambrosetti: reclama 50 mila euro di spese, altre 50 mila di risarcimento per il danno all’immagine oltre ai rimborsi. All’epoca dei fatti Masiero era coordinatore dei Servizi operativi rifiuti Etra. È il quel ruolo che, dal 2017, doveva dare esecuzione al contratto di servizio per la gestione dei rifiuti tra la spa e il Consorzio di Comuni bacino Padova. Calpestando quanto previsto dal contratto, avrebbe omesso di comunicare al Consorzio i dati riguardanti i quantitativi mensili di materiale raccolto nei Comuni di Trebaseleghe e Tombolo suddiviso per tipologie come i quantitativi (sempre mensili) inviati allo smaltimento o al recupero. Quindi i rifiuti, pur raccolti in territori comunali distinti, sarebbero stati conferiti negli impianti di stoccaggio e di trattamento senza essere pesati, passaggio fondamentale per calcolare anche il costo da addebitare agli enti locali. In questo modo nei compattatori erano riversati insieme tutti i rifiuti senza distinzione e i due Comuni si sarebbero ritrovati a pagare a Etra cifre superiori a quelle dovute. —

CRI.GEN.

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