«Evviva il tram!» Peghin ironizza sulla tragedia di Milano e viene attaccato duramente

Contestato il post pubblicato su facebook dal consigliere comunale e presidente del Calcio Padova: «Strumentalizza una tragedia». La replica: «Una disgrazia che mi addolora e mi fa arrabbiare perché alimenta le convinzioni che ho»

Flavio Centamore

È scattata subito la polemica in città per il post pubblicato ieri mattina su Facebook da Francesco Peghin, consigliere comunale, ex candidato sindaco del centrodestra e attuale presidente del Calcio Padova. “Evviva il tram! Un mezzo di trasporto sicuro, ecologico, moderno, innovativo che guarda al futuro. A Padova le scelte strategiche in tutti i campi guardano sempre avanti in maniera lungimirante… interporto, fiera, tram”, ha scritto, in un messaggio dai toni ironici che molti hanno letto come un riferimento alla tragedia avvenuta a Milano.

Il post finito nel mirino

Le reazioni

Il post ha immediatamente acceso lo scontro politico, con una serie di reazioni dure da parte della maggioranza e non solo. L’assessore alla mobilità Andrea Ragona non usa mezzi termini: «Ho cercato a lungo le parole per commentare la triste uscita di Peghin. E francamente faccio fatica a trovarle. Però una cosa la devo dire: a fare politica ci si deve porre dei limiti morali. Non si possono usare le tragedie per cercare visibilità. E non è una questione di destra o sinistra: l’uscita di Peghin è personale e se ne deve prendere le responsabilità. Sono infatti certo che in tanti nella sua comunità sono in imbarazzo perché giustamente pensano che la politica si dovrebbe fare sui contenuti e non strumentalizzando le tragedie».

Sulla stessa linea il consigliere del Pd Pietro Bean: «Una tragedia come quella di Milano non può essere strumentalizzata a scopo politico. Usarla per denigrare il progetto Smart è una mossa vile e indegna. Il consigliere Peghin è incommentabile: usa il dolore delle persone coinvolte nell’incidente e delle loro famiglie per fare becera propaganda su Facebook, per racimolare qualche like in più».

Parole di indignazione anche da Etta Andreella, consigliera dem: «Sono indignata dalle parole di Francesco Peghin che, in poche righe, ricordiamolo sempre che voleva essere il sindaco della nostra città, riesce a dimostrare la sua incapacità politica e la sua incapacità di essere solidale nei confronti delle vittime e dei loro famigliari in quello che in tutta evidenza è un incidente. Come esponente del Partito Democratico, invio al mittente le parole in libertà del signor Peghin e porgo i miei sentimenti di cordoglio e vicinanza al sindaco Sala, ai cittadini e alle cittadine di Milano, alle vittime di questa tragedia e ai loro famigliari».

Critico anche Bruno Cacciavillani, esponente di Azione, che parla di «politica populista da spicciola» e di «modo poco elegante di cavalcare una tragedia». Secondo Cacciavillani, collegare un incidente avvenuto a Milano a un investimento come quello del tram a Padova, finanziato e sostenuto a più livelli istituzionali, «non rispecchia la visione di una città europea che guarda agli investimenti come fonte di crescita. È antipolitica», aggiunge, «ridurre tutto a uno slogan e abbinare una tragedia a scelte strategiche come tram, interporto o fiera».

La replica

Le reazioni hanno animato il dibattito social e politico per tutta la giornata e in serata è arrivata la replica dello stesso Peghin: «Innanzitutto sono molto addolorato della disgrazia che è successa a Milano. Ed è quello il motivo da cui scaturisce il mio post. Una tragedia che mi ha fatto arrabbiare perché porta ulteriore benzina sul fuoco delle convinzioni che ho da sempre sul tram».

Peghin ribadisce però la sua contrarietà al progetto: «Il tram non è un mezzo che risolverà né i problemi della viabilità (anzi li aggraverà ulteriormente) né quelli dell’inquinamento nella nostra città. E oggi purtroppo vediamo ulteriormente che è un mezzo che può lasciare molto a desiderare anche sulla sicurezza. Quella di puntare tutto sul tram purtroppo si dimostrerà una scelta tutt’altro che lungimirante per il futuro della nostra città. Come altre che si stanno facendo recentemente riguardo agli enti economici». —

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