Ex preside cacciato dai giardini: «Non è accompagnato da bimbi»

Nonno vigile allontana dal parco di piazza Azzurri d’Italia l’ex dirigente scolastico Francesco Arnau: «Lo prevede il regolamento comunale». Il prof: «Dove andranno con il bel tempo gli anziani della zona?»
Il giardino pubblico in piazza Azzurri d'Italia
Il giardino pubblico in piazza Azzurri d'Italia

Continua a far discutere la scelta dell’amministrazione comunale di proibire l’ingresso al giardino pubblico Campanula che si trova all’Arcella, all’incrocio tra via Tiziano Aspetti e piazza Azzurri d’Italia (aperto 9-12 e 14-17), agli adulti se non sono accompagnati da bambini di età massima di 12 anni.

Ieri, alle 11.30, approfittando della bella giornata, l’ex preside ed ex consigliere comunale Francesco Arnau, eletto come indipendente socialista nella lista del Pci e attuale collaboratore di Radio Cooperativa, sta per varcare l’ingresso del giardino pubblico per andare a leggersi i suoi soliti tre quotidiani in tutta tranquillità, su una delle sei panchine in ghisa che si trovano all’interno del piccolo parco.

«Egregio signore, lo sa che lei da solo non può entrare perché non è in compagnia di un bambino con meno di 12 anni?», gli dice il nonno vigile, che presta servizio di sorveglianza per conto del Comune, «Lo prevede il regolamento, tra l’altro affisso in tutti i tre ingressi del giardino». A questo punto Arnau cerca di entrare lo stesso, ma il vigile ausiliare gli si para davanti e gli ripete che deve allontanarsi perché non essendo in compagnia di un minore di 12 anni, non può entrare nel parco, neppure per leggere i giornali sotto gli alberi. Né adesso e né mai, almeno finchè è vigente il regolamento comunale.

La reazione dell’ex dirigente scolastico di Sant’Angelo di Piove e di Saonara e dell’XI di Padova è immediata e inizia una discussione. Intorno ai due, che discutono animosamente, si forma un capannello di persone tra cui c’è anche il gestore della limitrofa Cantina Sansovino, Alberto Romanato. Poi Arnau si allontana a passi lenti, dicendo che la vicenda non finisce lì.

«Quello che sta succedendo in questo quartiere e in tutta Padova ha realmente dell’assurdo e dell’irrazionale», sottolinea l’ex preside ed ancora oggi consigliere comunale a Saonara, «Il primo cittadino ha tolto un servizio prezioso ai residenti dell’Arcella, in particolare agli anziani e alle donne, solo perché non riusciva a liberarsi degli ubriaconi, che causavano degrado all’interno del giardino pubblico. Lo spazio verde realizzato nello specifico per i bambini va anche bene, ma perché riservarlo solo ai piccoli? Tra poco tornerà la primavera. Dove andranno i residenti con i capelli bianchi che, specialmente nelle ore più calde, vorranno prendere un po’di fresco seduti sulle panchine e all’ombra? Mi hanno riferito che anche nel nuovo giardino comunale, che sta per essere realizzato sul lato ovest del cavalcavia Borgomagno, il sindaco adotterà lo stesso criterio. Speriamo di no. Altrimenti sarò in prima fila a guidare la protesta dei cittadini».

Felice Paduano

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