FdI, Giacinti sotto accusa: «Non coinvolge il partito»
La candidatura di Valentina Luise ad Albignasego ha provocato un putiferio. Chat bollenti e il commissario provinciale si tira fuori: «Sono troppo impegnato»

Sabato mattina alla presentazione ufficiale sono attesi i segretari provinciali di Lega e Forza Italia Nicola Pettenuzzo e Luca Callegaro, il segretario nazionale Udc Antonio De Poli e anche il delegato agli enti locali di Fratelli d’Italia Raffaele Zanon.
Eppure la candidatura dell’assessora Valentina Luise a sindaca di Albignasego per il centrodestra, fortemente caldeggiata dall’ex primo cittadino Filippo Giacinti, divenuto assessore regionale al bilancio, ha scatenato un putiferio proprio tra i Fratelli. Chat bollenti, scambi di accuse, veleni su veleni e il commissario Alberto Balboni (subentrato a Soranzo su indicazione diretta di Giorgia Meloni) se ne tira fuori: «Purtroppo non sono nelle condizioni di occuparmi direttamente del partito di Padova», scrive. Accampa scuse di impegni d’aula piuttosto che televisivi, ma il sottotesto sembra dire: meglio star lontani dal verminaio euganeo.
La candidatura di Valentina Luise era emersa tra i diversi protagonisti politici del Comune più grande dopo il capoluogo: il vicesindaco Gregori Bottin, il presidente del consiglio comunale Federico Rampazzo e persino l’ex sindaco Massimiliano Barison. Alla fine Giacinti ha imposto Luise.
Mal gliene incolse, perché la base di Fratelli d’Italia non ha per nulla gradito: «Chiedo perché non sia stato ancora coinvolto il coordinamento provinciale e quali sono le trattative?», sbotta qualcuno in chat.
«Ma Luise è iscritta a FdI?», chiede un altro. «Non mi risulta», è la risposta. «Non ci possiamo più permettere come padovani di rimanere sempre troppo subalterni ad altre logiche, altrimenti siamo destinati a perdere e fallire sistematicamente», è l’amara considerazione finale. «Poi non domandiamoci perché c’è un calo di tesserati», constata qualcun altro.
E se il commissario se ne tira fuori, si parla anche di un forte imbarazzo proprio di Raffaele Zanon che pur essendo delegato agli enti locali (e dunque colui che dovrebbe fare le trattative per le candidature nei Comuni) ad Albignasego non avrebbe toccato palla. Costretto domani al più classico dei buoni visi a cattivo gioco.
Quello della Luise è solo l’ultimo dei casi che stanno scuotendo i Fratelli padovani sin da dopo le regionali del novembre scorso. L’ultimo è quello della nomina di Gregorio Cavalla a presidente dell’Ater, sempre decisa da Giacinti tra molte arrabbiature. Poche settimane fa anche il caso di Paola Geremia, ex assessora a Cittadella e candidata alle regionali che sui social ha dichiarato di aver votato no al referendum ed ha esultato: «La Costituzione è salva». —
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