Ferie estive all’Usl, cento posti in meno negli ospedali del Padovano
La Cisl contesta il piano estivo che prevede riduzioni di posti e esternalizzazioni: «Serve un tavolo permanente per affrontare l’emergenza personale sanitario»

Cento posti letto in meno negli ospedali della provincia, oltre 500 sedute operatorie tagliate da qui a settembre ed esternalizzazioni nei servizi di pronto soccorso. La radiografia del piano ferie estivo 2026 della sanità padovana, presentato dall'Usl 6 Euganea per garantire i riposi dei dipendenti, riaccende i riflettori sulla grave carenza strutturale di organico. Una situazione emergenziale ormai cronica che ha spinto il sindacato Cisl Fp a chiedere con urgenza alla nuova direzione l’apertura di un tavolo tecnico straordinario e permanente. L’obiettivo è chiaro: smettere di rincorrere le emergenze e trovare soluzioni definitive.
Il piano dei tagli negli ospedali del territorio
La contrazione delle attività toccherà tutti i principali presidi ospedalieri del Padovano, portando a una riduzione complessiva di 100 posti letto. Entrando nel dettaglio della mappa dei tagli, a Piove di Sacco la Geriatria perde 2 posti e la Medicina ne perde 6, mentre la Chirurgia ne cede 10. Sforbiciata pesante a Schiavonia, dove la week surgery scende da 30 a 12 letti (-18) e la Cardiologia scende a un minimo di 10 posti (-13); riduzione di 4 posti anche in Chirurgia plurispecialistica. Spostandosi a Cittadella, la Chirurgia perde 9 posti e la week surgery altrettanti. Infine, a Camposampiero si contano 16 letti in meno in Geriatria, 9 in Ortopedia e una riduzione di 4 posti tra Patologia neonatale, Terapia intensiva neonatale e Nido. Come se non bastasse, per i mesi estivi è stata confermata l'esternalizzazione dei punti ambulanza dei Pronto soccorso di Camposampiero e Conselve.
In parallelo, per sostenere il piano ferie l'Azienda sanitaria ha programmato un drastico ridimensionamento della chirurgia programmata. Le sedute operatorie saltate sul territorio provinciale tra giugno e settembre saranno ben 526. Il peso maggiore del blocco estivo ricadrà sull'ospedale di Schiavonia (-176 sedute), seguito da Piove di Sacco (-153), Cittadella (-132) e Camposampiero (-65). Rimodulazioni e riduzioni temporanee interesseranno anche le attività programmate dei poliambulatori, dell'assistenza domiciliare e dei servizi distrettuali.
Assunzioni in calo e ricorso ai gettonisti
A fronte di questa contrazione dei servizi, le nuove assunzioni previste per l'estate non bastano a compensare i vuoti. Sebbene l'Azienda abbia predisposto un piano di inserimenti a partire da maggio, la Cisl Fp evidenzia come il totale del personale reclutato (81 unità tra infermieri, Oss e tecnici) sia nettamente inferiore rispetto alle 119 assunzioni dell'estate precedente.
Per evitare il collasso del sistema, la Regione ha dovuto mettere a disposizione dell'Usl 6 758.410 euro per finanziare le ore di prestazione aggiuntiva del personale sanitario in servizio, incentivando la copertura dei turni scoperti. A Padova e provincia le ore di "libera professione aziendale" saliranno a quota 11.379. Inoltre, un accordo sindacale ha stanziato un fondo di 80 mila euro per "gettoni straordinari" destinati a compensare i richiami in servizio improvvisi di Oss, autisti di ambulanza e addetti alla sicurezza.
La voce del sindacato: «Basta rincorrere l'emergenza»
«Apprezziamo l'attenzione della nuova direzione, ma il piano evidenzia quanto sia complesso garantire il diritto alle ferie senza ricorrere a misure straordinarie», dichiara Andrea Ricci, segretario generale Cisl Fp, chiedendo soluzioni strutturali. Gli fa eco Fabio Turato, responsabile della sanità pubblica del sindacato: «Il quadro è allarmante. La continuità dei servizi si regge ormai sulla disponibilità e i carichi di lavoro enormi dei professionisti. Le difficoltà estive non sono più eventi eccezionali». I dirigenti sindacali Alessandro Piovan ed Emiliano Bedon insistono: «Serve un confronto permanente basato sui dati reali e sui fabbisogni. Riposi e ferie devono tornare a essere diritti pienamente esigibili, a tutela del benessere dei lavoratori e della salute dei cittadini padovani».
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