Festival Dantesco Internazionale, i ragazzi del don Bosco di Padova vincono il premio per il miglior corto
Gli studenti dell’istituto padovano si sono distinti nelle categorie under 20 e miglior colonna sonora con il cortometraggio “Catone e Noi”. A decretare la vittoria, la giuria presieduta da Pupi Avati

In occasione del 16° Festival Dantesco Internazionale, l’istituto Don Bosco di Padova, con sede in via De Lellis, ha conquistato il primo premio per il miglior corto under 20 (e la miglior colonna sonora) con il cortometraggio “Catone e Noi” proiettato insieme agli altri otto elaborati finalisti nella sala degli studi Voxon di Cinecittà, a Roma.
Un risultato che va oltre la vittoria: è la testimonianza di un’esperienza che ha unito giovani di età e percorsi diversi attorno a un tema urgente e universale, e quanto mai attuale, la libertà e la pace.
Il progetto ha coinvolto studenti dei tre indirizzi liceali del Don Bosco – scientifico copernicano, scienze applicate e linguistico digitale – mettendoli di fronte alla sfida di raccontare la ricerca della pace e della libertà individuale di fronte all’oppressione. Guidati dai docenti e dall’associazione Xenia, gli allievi hanno curato ogni fase del corto: dall’ideazione al montaggio, dal contesto scenografico e dalla scelta delle location alla recitazione, trasformando la scuola in un vero laboratorio creativo.
Il riconoscimento è stato ricevuto da Pietro Mansutti (4Ba), Paolo Borello (3C) e Alona Girotto (2C) che hanno rappresentato il lavoro dei 17 compagni e compagne provenienti dai tre indirizzi, impegnati per oltre due mesi nel lavoro: la vera vittoria, infatti, è collettiva avendo trasformato un’idea in un’opera condivisa. E avendo dato voce a un messaggio di coraggio e consapevolezza.
La giuria, presieduta dal regista Pupi Avati, ha riconosciuto il valore di un lavoro che unisce professionalità e passione giovanile.
Il corto “Catone e Noi” racconta un passaggio ideale di testimone: dal Catone dantesco, che preferisce la morte alla dittatura di Cesare, al ventenne cecoslovacco Jan Palach, che si diede fuoco per protestare contro l'occupazione sovietica dopo la “Primavera” di Praga, fino al presente, esplorando la lotta per la libertà come esperienza personale e collettiva. Girato durante le iniziative del Dantedì, istituito nel 2020, il progetto ha saputo intrecciare il patrimonio letterario di Dante con il bisogno contemporaneo di interrogarsi sul coraggio di scegliere.
La vittoria al festival non è solo un riconoscimento. È la conferma che la scuola può diventare luogo di riflessione critica, di collaborazione e di espressione creativa.
I ragazzi hanno lavorato tra set, montaggi e prove, condividendo l’impegno con professionisti dell’audiovisivo e confrontandosi con le sfide della produzione cinematografica. Ogni scena, ogni inquadratura, porta dentro il senso di responsabilità e libertà che gli studenti hanno voluto trasmettere. E in fondo, il corto mostra che la pace e la libertà non sono concetti astratti, ma traguardi quotidiani da conquistare passo dopo passo.
“Catone e Noi” dimostra che la scuola può diventare uno spazio dove la cultura incontra la vita e dove il messaggio di Dante continua a vivere, contemporaneo e necessario.
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