Sanremo, le armonie meccaniche del palco sono realizzate a Este

Per il quarto anno l’Alfasystem, azienda atestina, gestisce le automazioni della scenografia dell’Ariston

Pietro Cesaro
Il palco di Sanremo in fase di allestimento
Il palco di Sanremo in fase di allestimento

Lo sanno tutti: scendere le scale di Sanremo fa più paura che cantare sul palco. Ma forse in pochi sanno che, dietro a quella scalinata, c’è ancora una volta un’azienda della Bassa padovana. Per il quarto anno, e per il secondo consecutivo, è infatti Alfasystem di Este a gestire le automazioni della scenografia del Festival, firmando i movimenti e le danze meccaniche del palco: sono stati i primi ad entrare all’Ariston, il 5 gennaio, per iniziare i lavori generali in vista della settimana più attesa dell’anno.

La scenografia dell’edizione 2026 si basa su un’idea di spazio fluido, asimmetrico e in continua trasformazione: un grande impianto visivo fatto di pareti luminose, superfici mobili e strutture motorizzate che cambiano forma durante lo show. Il palco si estende verso il pubblico, si apre, si richiude, si trasforma, accompagnando ogni esibizione con movimenti coreografici che diventano parte dello spettacolo stesso. Al centro di tutto c’è lei, la protagonista indiscussa: la scala, simbolo eterno di Sanremo, che quest’anno non “nasce” dal palco, ma si proietta in avanti con un sistema telescopico. Detto con semplicità: i gradini non salgono dall’alto come lo scorso anno, ma escono procedendo in avanti.

Carlo Conti e Laura Pausini sul palco dell'Ariston (foto Ansa)
Carlo Conti e Laura Pausini sul palco dell'Ariston (foto Ansa)

A spiegare il lavoro dietro le quinte è proprio il titolare Luca Galante: «Siamo qui per le automazioni della scenografia. Abbiamo iniziato a lavorare da fine ottobre, iniziando con la progettazione e poi con la costruzione. Abbiamo fornito un grande ledwall sul fondo della scena che, aprendosi lateralmente, lascia spazio a uno degli elementi più simbolici di Sanremo: la scala, che si estende verso il pubblico con un movimento telescopico. La scena è racchiusa da elementi verticali asimmetrici che muoviamo lateralmente come un sipario. Dall’alto scendono una tenda motorizzata e un ulteriore ledwall, utilizzato per le classifiche».

E ancora: «L’anno scorso le scale salivano dal piano palcoscenico ed erano 12 gradini. Quest’anno è una scala telescopica: si apre il grande led sul fondo e la scala esce estendendosi verso il pubblico. Questa è la nostra quarta volta dopo il 2016, il 2017 e il 2025». Un percorso che racconta un’eccellenza tecnica riconosciuta a livello nazionale, ma anche mondiale, capace di portare un’azienda di provincia al centro del più grande evento televisivo italiano.

Conclude Galante: «Dietro ogni discesa, ogni apertura scenica e ogni movimento millimetrico c’è un lavoro invisibile, fatto di progettazione, sicurezza, precisione e tecnologia. Ringrazio tutti i colleghi che stanno seguendo il progetto: Roberto, Chiara, Riccardo, Andrea, Marco, Tomas, Mirco, Marcello, Teodoro, Elisa, Alessandra, Silvano, Riccardo, Andrea, Carlo, Marco, Alberto e Luca. Questo è quello che io chiamo l’A-team, con A che arriva da Alfasystem. Per il 2027 si vedrà: sono cose che vengono valutate anno dopo anno da Rai tramite gara». —

Il team di Alfasystem all'opera a Sanremo
Il team di Alfasystem all'opera a Sanremo

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