Fondazione Cariparo, al via la corsa elettorale: i candidati si presentano ai consiglieri

Giovedì l’ex rettore Rizzuto, il Nobel dell’acqua Rinaldo e il vicepresidente Dosi sveleranno i loro progetti. Il 30 aprile ci sarà la votazione per eleggere il nuovo presidente: serve una maggioranza di due terzi

Claudio Malfitano
Da sinistra, l’ex rettore Rosario Rizzuto, Andrea Rinaldo, Nobel dell’acqua e Il vicepresidente Cesare Dosi
Da sinistra, l’ex rettore Rosario Rizzuto, Andrea Rinaldo, Nobel dell’acqua e Il vicepresidente Cesare Dosi

Una giornata che segnerà un momento a suo modo storico per Fondazione Cariparo. Per la prima volta tre candidati alla presidenza si presenteranno oggi davanti ai venti consiglieri generali che il prossimo 30 aprile dovranno votare per decidere chi succederà a Gilberto Muraro alla guida dell’ente di piazza Duomo. Ente che può vantare 2,3 miliardi di patrimonio, oltre 4 miliardi di attivi finanziari e circa 100 milioni di erogazioni sul territorio per il 2026: insomma la cassaforte dei risparmi dei padovani e un rilevante centro di potere politico e finanziario.

La presentazione ai consiglieri

Davanti ai consiglieri si presenteranno dunque i tre docenti del Bo che hanno depositato la loro candidatura alla scadenza del 31 marzo scorso: l’ex rettore del Bo Rosario Rizzuto (che è consigliere egli stesso); il “Nobel dell’acqua” Andrea Rinaldo (che consigliere lo è stato per dieci anni); e l’attuale vicepresidente Cesare Dosi, già preside della facoltà di Economia. Tre nomi autorevoli che conoscono benissimo le stanze del palazzo del Monte di Pietà e che finora hanno tenuto nascoste le loro carte, in attesa di scoprirle davanti appunto ai consiglieri.

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La sede di Fondazione Cariparo

Non sarà l’esposizione di un programma, perché non è paragonabile a un’elezione politica. Ma di certo un confronto su progetti, orizzonti e ruolo che si intende dare alla Fondazione. Con una variabile che pesa come un elephant in the room sulla discussione in atto: il peso dell’ateneo in termini di erogazioni ricevute e progetti realizzati.

 Meccaniscmi di voto e retroscena

 Se non rischia di sembrare blasfemo (ma di questi tempi si vedono ben altre blasfemie), il paragone con il conclave appare piuttosto calzante per questa elezione. C’è la necessità di una maggioranza di due terzi – ben 14 voti su venti – che non si riduce mai, neppure dopo decine di votazioni.

I tre candidati partono da posizioni diverse, ma non immutabili. Rizzuto pare accreditato di 10 o 11 preferenze, con un buon vantaggio rispetto ai concorrenti che si spartiscono 4-5 voti ciascuno. Ma chi entra papa può uscire cardinale, appunto.

Dosi, in effetti, gode di un’autorevolezza e di un sostegno forte da parte del consiglio di amministrazione, proprio per il ruolo ricoperto in questi ultimi mesi. Ma non sono gli 8 componenti del cda a votare, bensì i 20 del consiglio generale, espressione delle istituzioni e delle realtà dei territori.

Se è possibile ipotizzare uno sviluppo dello stallo in corso, questo dovrebbe seguire gli stessi schemi dei porporati sotto la volta della Cappella Sistina. Alle prime votazioni dovrebbero emergere i pesi di partenza e dunque si capirà chi realmente parte in vantaggio, al di là delle indiscrezioni degli ultimi giorni. A quel punto il candidato più debole potrebbe gettare subito la spugna offrendo i suoi voti a uno degli altri due. Se anche così non si dovessero raggiungere i 14 voti, il candidato in vantaggio dovrebbe avviare un’opera di confronto e convinzione rispetto ai 2-3 voti che a quel punto gli mancherebbero per l’elezione.

Anche il meccanismo di elezione è particolare: la regola base è il voto palese sul singolo nome, quindi con votazione aperta, non segreta. Verrà estratto un candidato alla volta. Nome e alzata di mano. Ogni consigliere ha un’unica scelta, non può quindi indicare più di una preferenza. Al contrario del conclave dunque ogni consigliere (e ogni candidato) sa cosa ha votato ognuno degli altri. Ed è da lì che partiranno le discussioni per trovare una sintesi.

Discussioni che, com’è ovvio, partiranno subito dopo le presentazioni di giovedì. I prossimi giorni saranno decisivi per incoronare il nuovo re di piazza Duomo. 

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