Fuoco all’hangar Distrutti quattro aerei

Un attentato nella notte all’aviosuperficie di Camposampiero Esplosi gli ultraleggeri carichi di carburante. Danni per 200 mila euro
Di Giusy Andreoli

CAMPOSAMPIERO. Un incendio di natura dolosa ha distrutto un hangar e ridotto in cenere quattro velivoli ultraleggeri nell’aviosuperficie di via Straelle, gestita dall’associazione “Ali del Graticolato”. I danni sono stati stimati in circa 200 mila euro, non coperti da assicurazione.

Ogni velivolo bruciato valeva dai 20 mila ai 30 mila euro; non erano di un unico proprietario, ma appartenevano a quattro persone diverse. Si tratta di due modelli “P92” di cui uno con carrello retrattile, di un “Pioneer 300” e un “Eurostar” seminuovo che aveva appena 200 ore di volo.

I proprietari sono di Padova, Borgoricco e Piazzola sul Brenta. Ovviamente i velivoli sono assicurati per i danni che possono provocare e per il passeggero trasportato, ma non per incendio. E neppure l’hangar era assicurato.

Secondo le prime ricostruzioni, i carabinieri di Camposampiero, che stanno indagando, l’incendio è stato appiccato domenica notte. I piromani hanno atteso che gli associati radunati per la cena nella “club house” andassero via. Mezzora dopo, alle 23.30, sono entrati in azione.

Ad accorgersi per primo di cosa stava accadendo è stato un cittadino che abita di fronte all’aviosuperficie, allertato da un’esplosione: erano i serbatoi dei quattro velivoli che evidentemente contenevano carburante. L’uomo è uscito notando lingue di fuoco levarsi altissime da uno degli hangar dell’associazione a illuminare l’intera zona, che è priva di allacciamento alla rete elettrica pubblica.

Ha subito chiamato il 115 e il presidente del sodalizio, Giuseppe Carpin. Ma nel giro di pochi minuti il fuoco si è propagato all’interno del capannone trovando facile presa nella struttura degli ultraleggeri. Sul posto sono giunte le squadre dei Vigili del fuoco, che hanno circoscritto l’hangar per evitare che gli altri capannoni venissero interessati dal rogo. L’altissima temperatura raggiunta aveva ormai piegato le pareti metalliche dell’hangar, è stato impossibile portare fuori i velivoli.

È già un miracolo che gli altri hangar si siano salvati, affermano gli operatori intervenuti. Dentro vi erano ricoverati altri sei velivoli. L’opera dei pompieri è andata avanti fino alle quattro di ieri mattina. L’hangar dato alle fiamme è stato messo sotto sequestro, comunque è irrecuperabile. A quanto pare non sussistono dubbi sul fatto che l’incendio sia doloso. Gli hangar sono privi di energia elettrica, quindi è da escludersi il cortocircuito. Inoltre la parete posteriore dell’hangar è stata trovata tagliata con una cesoia. Si dovrà dunque far luce sull’accaduto e sui motivi che hanno spinto qualcuno, al momento sconosciuto, a fare un gesto del genere. Il campo di volo di via Straelle, proprio per lo sport che vi viene praticato, è una vasta area verde inserita nel parco del Muson, inedificabile. Cade così anche l’ipotesi di un incendio a scopo edificatorio. Purtroppo l’area è totalmente aperta e vi si può accedere da qualsiasi lato perché è pure priva di recinzione. Il presidente è convinto che sia un’azione intimidatoria o punitiva contro la stessa associazione più che contro i quattro proprietario dei velivoli. Tre anni fa ci fu la protesta di un gruppo di residenti, infastiditi dal ronzio e dalle evoluzioni a bassa quota. Per trovare una soluzione al problema nacque anche un Comitato, che in seguito non si è più lamentato.

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