Al Pensionato Piaggi ecco il gatto Silvio. È il primo animale che vive con un’ospite
Laura Minici Zotti, presidente del Museo del Precinema e ora nella struttura per anziani, aveva chiesto compagnia. Il nuovo amico incontrato al Servizio veterinario. Il sì della direzione basandosi sui benefici noti della pet therapy

lUna piccola rivoluzione sta avvenendo al Pensionato Piaggi di AltaVita-Ira: per la prima volta un ospite è stato autorizzato a vivere stabilmente con un animale domestico nella propria camera. La protagonista di questa storia è Laura Minici Zotti, elegante figura della società padovana, presidente del Museo del Precinema. Ora ospite del Piaggi, la signora ha chiesto alla direzione un’autorizzazione speciale: poter avere con sé un gattino che le facesse compagnia. Così Silvio, un gatto tigrato e bianco proveniente dal Servizio veterinario dell’Usl 6 è arrivato nella stanza 107, cambiando per sempre la vita di Laura.
L’autorizzazione è stata concessa da Adelaide Biondaro, direttore generale di AltaVita-Ira che ha accompagnato personalmente la signora Minici all’Usl per la consegna del micio nella consapevolezza che la pet therapy ha ormai dimostrato di avere enormi benefici per le persone anziane: riduzione della solitudine, miglioramento dell’umore, senso di utilità e compagnia.
Silvio proveniva da una situazione di semi-randagismo ed è arrivato al Servizio veterinario dell’Usl 6 con una frattura a una zampa prontamente curata. «È un micio estremamente socievole, già abituato probabilmente a una vita domestica» conferma il dottor Riccardo Friso, direttore sanitario del Servizio veterinario dell’Euganea: oggi Silvio vive serenamente nella camera della signora Minici, dove può muoversi liberamente, affacciarsi al terrazzino, giocare e soprattutto fare compagnia alla sua padrona.
«Da quando ho questo gattino, non mi sento più sola» racconta con emozione la signora «lui sta sempre con me, dorme sul mio letto, mi viene incontro quando apro la porta. Sono piccole cose, ma che servono in una giornata. Hai questa bestiolina che quasi quasi hai l’impressione che ti ascolti. Per me è anche un aspetto curativo».
Laura e Silvio condividono le giornate guardando la televisione, osservando il mondo dalla finestra, trascorrendo il tempo insieme in una quotidianità fatta di gesti semplici ma profondi. «Lo preferisco a tanti umani, devo dire la verità, perché dimostra affetto. Mi sta vicino e io sto bene con lui».
La storia di Laura e Silvio dimostra che è possibile innovare anche nel mondo delle strutture residenziali per anziani, mettendo al centro il benessere emotivo e la qualità della vita. Quando le condizioni logistiche lo permettono e l’ospite è in grado di prendersene cura con amore e attenzione, la presenza di un animale può migliorare significativamente la qualità della vita. «Sarebbe molto utile agli amanti degli animali» riflette «ma devono essere pronte a stargli dietro e a fargli sentire affetto».
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