Giù il soffitto, paura a scuola. Alunni salvati dalla maestra

Tragedia sfiorata alla De Amicis, a Padova. Illesi grazie alla prontezza dell'insegnante che ai primi scricchiolii li ha portati fuori dalla classe
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SCUOLA DE AMICIS , VIA CITOLO DA PERUGIA 6, CROLLA UN SOFFITTO INTERO DI UN'AULA
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PADOVA. Come un terremoto: anche se a crollare non sono stati i muri ma il controsoffitto di una classe della scuola elementare De Amicis, in via Citolo da Perugia.

«Mio figlio di nuovo in aula con l’ok scritto del sindaco»
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Tuttavia, l’effetto visivo è quello. Un incidente che solo il caso ha voluto non si trasformasse in tragedia. Infatti, se i venti bambini, tra i dieci e gli undici anni, non hanno riportato neanche un graffio, lo devono alla buona sorte e all’intuito della maestra. Un incidente, comunque, che ha trascinato con sè polemiche e la rabbia di preside e genitori.

Tragedia sfiorata. Il crollo è avvenuto alle 12.45. Gli alunni di una quinta si stanno preparando per scendere giù in mensa per il pranzo. Qualcuno è ancora al banco, qualcun altro chiacchiera con i compagni, la maggior parte è già composta in fila. L’insegnante li esorta a muoversi, quando avverte uno scricchiolio sopra la testa che, pare, provenga dal tetto. A questo punto è il suo istinto a prevalere: la maestra intima ai bambini che è un’esercitazione, come per fortuna ne hanno fatte tante, che è importante essere il più svelti possibili e uscire in ordine dall’aula.

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Il resto accade in una manciata di secondi: i bambini stanno uscendo e negli stessi attimi si consuma una potenziale tragedia perché i sei pannelli del controsoffitto, con i grandi neon che illuminano la stanza, precipitano giù, sui banchi, sugli zaini, su un paio di piccoli occhiali dimenticati sul proprio tavolinetto. Il boato che ne consegue terrorizza gli alunni, qualcuno scoppia a piangere, qualcuno chiede della mamma.

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Insegnanti eroi. Ed è ancora una volta merito degli insegnanti se i piccoli non sono travolti dal panico: malgrado la paura serpeggi anche tra gli adulti, le maestre mantengono la calma, si mostrano sicure e accompagnano i ragazzi in mensa, rasserenandoli, consolandoli, spiegando alla meno peggio cosa possa essere accaduto. L’importante è che nessuno si sia fatto male: neanche un graffio. Ma la domanda resta e pesa come un macigno morale: come è potuto accadere? Il soffitto era stato sistemato nel 2003, la scorsa estate il Comune aveva provveduto con le manutenzioni e i lavori di verifica ordinari e non era emersa nessuna criticità.

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La rabbia dopo il crollo. La dirigente, Lucia Marcuzzi, ieri mattina, di primo acchito, ha preso due decisioni: primo, avvisare personalmente tutti i genitori e chiudere la scuola anche oggi perché le verifiche dei tecnici comunali siano il più possibile scrupolose; due, avvisare il Comune. «Per chiudere la scuola è necessaria l’ordinanza dell’assessore», spiega, «ma per quanto mi riguarda, ci sia o non ci sia il provvedimento necessario, io ho detto ai genitori che la scuola oggi resta chiusa. È necessario essere sicuri che non ci sia nessun rischio per i ragazzi. I danni sono concentrati al primo piano, nella quinta coinvolta dal crollo e in altre tre classi, le aule accanto, dove sono caduti dei calcinacci.

Tutti a casa. I tecnici del Comune mi hanno assicurato che è tutto a posto, ma che sarà necessario sostituire tutto il controsoffitto del primo piano. Dunque la mia priorità oggi è organizzare le classi perché nessuno metta piede in questo piano. E devo ringraziare le insegnanti, capaci di tranquillizzare i piccoli che hanno concluso la giornata a giocare in giardino».

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