Grave infortunio all’Acqua Vera due responsabili rischiano il processo

Chiusa l’indagine in merito all’infortunio sul lavoro che sfigurò un dipendente il 6 giugno 2014 nello stabilimento dell’Acqua Vera di San Giorgio in Bosco. Ora il pubblico ministero Francesco Tonon...

Chiusa l’indagine in merito all’infortunio sul lavoro che sfigurò un dipendente il 6 giugno 2014 nello stabilimento dell’Acqua Vera di San Giorgio in Bosco. Ora il pubblico ministero Francesco Tonon si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati. Quel drammatico giorno Giovanni Celotti, 48 anni di San Giorgio in Bosco, venne investito da una fuoriuscita improvvisa di materiale plastico fuso e fu costretto a subire nei successivi sei mesi delicati interventi chirurgici e in particolare di chirurgia plastica anche al volto riportando un'invalidità permanente. Il giorno dell’incidente si è verificato un problema a una pressa utilizzata per la produzione di bottiglie in plastica: si era creato un tappo nel tubo che trasporta la plastica fusa ed era necessario sbloccare il flusso. D'improvviso la plastica fusa e bollente schizza fuori investendo tutti. Ma solo uno dei tre viene preso in pieno ed è ferito in modo gravissimo. Ora sono nei guai Salvatore Sbriglione, 44 anni di Bassano del Grappa, e Sergio Balsarini, 55 anni di Faedo Valtellino (Sondrio) rispettivamente il primo direttore dello stabilimento Acqua Vera di San Giorgio in Bosco, il secondo responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell'azienda: sono accusati di cooperazione in lesioni colpose aggravate e inosservanza di una serie di norme in materia di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro.

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