I 50 anni di «Marechiaro» con la pizza napoletana

Oggi festeggiamenti per il mezzo secolo di vita del locale di via Manin Con il titolare Federico Mandara si è congratulato anche il sindaco Rossi

CENTRO STORICO. Oggi, 8 gennaio 2014, la pizzeria napoletana Marechiaro, in via Daniele Manin 37, in pieno centro storico, compie mezzo secolo di vita. Ancora oggi dietro al banco dello storico locale c’è Federico Mandara, assieme alla moglie Aurora ed ai figli Giovanni e Giulio. Per festeggiare alla grande i primi 50 anni oggi e domani da Marechiaro pizza e bibita gratis per tutti. In cambio è possibile effettuare un’offerta libera, che andrà alla Città della Speranza. Don Federico, originario di Tramonti, il suggestivo paese che si trova in mezzo ai monti Lattari, tra la costa amalfitana e quella sorrentina, che ha partorito, assieme a Scala e a Cava dei Tirreni, sempre in provincia di Salerno, centinaia di pizzaioli, sparsi in mezzo mondo, è sbarcato a Padova direttamente dal Venezuela, dove, per alcuni anni, aveva lavorato come macellaio.

Negli anni Sessanta, quasi in contemporanea con i fratelli Lorenzo, Piero e Nicola Giordano, che in città hanno gestito, per decenni le pizzerie Arizona, La Lanterna e Ponte Molino, è stato il primo ad aprire una vera pizzeria napoletana, dove il piatto tipico, inventato a Napoli, viene preparato con farina, lievito madre, acqua, pomodoro San Marzano, olio extravergine e mozzarella, in genere di latte vaccino, meglio se prodotta ad Agerola e non con quella di bufala, che diventa subito troppo liquida.

Attualmente la pizzeria può contare su 80 coperti, ma tra pochi mesi saranno 200 perché i Mandara hanno già preso in affitto un grande spazio limitrofo, all’aperto, di proprietà della Curia. Ai festeggiamenti, iniziati ieri, hanno preso parte il sindaco reggente Ivo Rossi, l’assessore al commercio Marta Dalla Vecchia, il segretario dell’Appe, Angelo Luni, il presidente dell’Intebrau e della Birra Antoniana, Sandro Vecchiato che ha regalato a don Federico una prestigiosa targa, finemente cesellata, Stefano Bellon, della Fondazione Città della Speranza e tutti i sette nipoti, con in prima fila la bellissima Aurora, laureata in sociologia.

«Cinquant’anni fa sono stato proprio io ad effettuare le pratiche amministrative per l’apertura di questo locale», ha detto Angelo Luni, «ogni tanto ci sono venuto a mangiare con mia moglie. Se Marechiaro ha resistito per 50 anni consecutivi ed è stato ogni giorno quasi sempre pieno di gente, il segreto del padrone è uno solo: aver saputo coniugare qualità e prezzo. Anche perché fare la vera pizza alla napoletana è un’arte. Ci vogliono passione e grande professionalità. Auguri signor Federico, ci vediamo ai festeggiamenti per i 60 anni».

Felice Paduano

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