I medici revocano lo sciopero di oggi

È stato revocato nella tarda serata di ieri lo sciopero (previsto per oggi) dei medici di famiglia, pediatri e guardie mediche. La decisione è stata presa dalle organizzazioni sindacali dopo che a Roma è stato raggiunto un accordo con il ministro della Salute. L’accordo prevede il rispetto del profilo giuridico dei medici convenzionati “senza condurlo ad una condizione di subordinazione” oltre a “autonomia organizzativa” e tutela delle capacità specifiche.
Oltre 170 i camici bianchi coinvolti in città, 700 nel Padovano e circa 4 mila in tutto il Veneto. Lo slogan è “Perché io non vado con il primo medico che mi capita”. A proclamare sciopero nazionale erano stati la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), la Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp) e la Confederazione italiana dei pediatri (Cipe).
Nella previsione dello sciopero gli ambulatori dei medici di base sarebbero rimasti chiusi dalle 8 alle 20 e devono essere garantite le urgenze come visite domiciliari d’emergenza, assistenza domiciliare integrata e assistenza ai malati in fase terminale. «Seguiamo la spinta a livello nazionale perché in Veneto sembra che le cose stiano prendendo la piega giusta», dichiara Domenico Crisarà, segretario della Fimmg del Veneto, «Le scelte del governo impongono ai medici di famiglia di seguire logiche di risparmio per la prescrizione di farmaci ed esami anziché di rispondere ai bisogni dei pazienti. A causa della non applicazione della Legge Balduzzi da parte delle Regioni, c’è il rischio che il cittadino non possa più scegliere liberamente il proprio medico di base». Le organizzazioni sindacali poi puntano il dito contro l’apertura degli ospedali di comunità. «Il cittadino avrebbe a che fare con più medici a rotazione, si perderebbe il rapporto di fiducia tra medico di famiglia e assistito», aggiunge Crisarà. (e.f.)
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