Il Pronto soccorso del Sant’Antonio in tilt da affollamento

Dodici ore in sala d’attesa, decide di rivolgersi all’avvocato L’Usl 16: «C’era il 30% di accessi in più con pazienti gravi»
FERRO - PRONTO SOCCORSO OSPEDALE SANT'ANTONIO
FERRO - PRONTO SOCCORSO OSPEDALE SANT'ANTONIO

Lo sgradito primato lo ha guadagnato un paziente rimasto vittima di un piccolo incidente stradale: ha passato 12 ore al Pronto soccorso dell'ospedale sant'Antonio, per poi essere dimesso con sei giorni di prognosi.

Un uomo con una frattura esposta al polso dopo ore di “anticamera” si è fatto trasferire in Azienda ospedaliera. E' stato un lunedì di passione al pronto soccorso del presidio ospedaliero dell'Usl 16, diretto dal dottor Maurizio Chiesa: un boom di accessi (105 contro i 70-80 registrati mediamente) ha provocato disagi e proteste.

La stessa Usl ha ammesso: «Si è creata una situazione complessa a causa dell'alto numero di pazienti».

Le attese si sono fatte bibliche dal primo pomeriggio: il tempo di permanenza in sala d'aspetto (periodo che va dal momento di accesso alla struttura all'ingresso in ambulatorio e all'apertura della cartella) ha sfondato le tre ore per i codici bianchi (pazienti non gravi). In serata la situazione è peggiorata. Dalle 20 in poi smette di accettare pazienti che arrivano su di un'ambulanza del Suem poiché il personale medico si dimezza: porte aperte solo per chi giunge sulle proprie gambe. Ed ecco che le attese si sono dilatate, superando le tre ore.

«Increscioso che si verifichino attese tanto lunghe – spiega l'avvocato del paziente rimasto mezza giornata in pronto soccorso – Non sono padovano, immaginavo che situazioni di questo genere non potessero accadere qui al Nord». Continua Mario Di Stefano. «Alle richieste di informazioni siamo stati trattati con sufficienza. Sembrava che non interessasse molto se la gente soffriva. Capisco le attese, ma a volte un atteggiamento cortese può rendere meno pesante la situazione».

Il direttore sanitario dell'Usl 16 Daniele Donato spiega che i pazienti lunedì erano il 30% in più del solito: «Abbiamo avuto 105 accessi ed un numero elevato di casi gravi, che hanno la priorità su tutti.

Il primario ha messo a disposizione un medico in più, ma visto l'alto numero di casi complessi, non è stato sufficiente ad accorciare le attese per i pazienti non gravi. Si tratta di eventi eccezionali»

Fabiana Pesci

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