In cassa integrazione contestano il premio al titolare della ditta

PIOMBINO DESE. Il Consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria, conferisce stasera alle 20.45 la Civica benemerenza all’imprenditore piombinese ottantenne Galileo Pavan, titolare della storica Dese Superior.
La decisione ha indignato alcune dipendenti che sono in cassa integrazione. Ma il sindaco Pierluigi Cagnin difende la decisione di insignire Pavan del massimo riconoscimento previsto dallo statuto di Piombino Dese: «Avrebbero dovuto darglielo prima, è un riconoscimento assolutamente giusto e condiviso da tutta la cittadinanza».
«Siamo in cassa integrazione da novembre a 750 euro al mese», dichiarano le contestatrici, «abbiamo un anno di straordinaria e poi 88 su 130 di noi saranno avviate alla mobilità, quindi al licenziamento. Come lavoratrici cassintegrate ci sentiamo prese in giro dal Comune, visto che ha anche partecipato all’accordo sindacale».
Pare che l’idea di dare questo riconoscimento sia partita proprio da quel giorno. «Francamente i tempi non ci sembrano giusti. Oltretutto l’imprenditore non è che ha chiuso, ha portato fuori la produzione e si sta affidando a dei cinesi. Capiamo che Pavan abbia dato tanto a Piombino Dese, che è una fabbrica storica, però non possiamo non rammaricarci per questa insensibilità delle nostre istituzioni», concludono le contestatrici.
Il primo cittadino difende la scelta e conferma l’appuntamento di stasera, anzi invita i cittadini a partecipare. «Il Consiglio comunale ha deliberato all’unanimità», spiega Cagnin, «daremo la medaglia d’oro a un imprenditore che ha realizzato un’impresa che esiste da quasi 60 anni, che ha dato lavoro per tanti anni a tante persone, soprattutto alle donne. Credo che siamo invece in ritardo, forse doveva farlo qualcuno prima di me».
Cagnin non condivide la critica: «Tra l’altro Pavan è l’unico imprenditore autoctono, a differenza di tutte le altre imprese che venivano da fuori. Il settore tessile vive una crisi, nonostante questo il titolare non ha fatto la scelta né di vendere né di chiudere ma di salvare la progettistica, la mente dell’azienda, per vedere se, nel momento in cui dovesse riprendersi l’economia, ripartire riassumendo nei limiti che potrà fare con l’età. Per questo continua a presentarsi in fabbrica tutti i giorni, dalla mattina alla sera. Un motivo in più per premiarlo».
Per Cagnin, le rimostranze vengono da una esigua minoranza delle dipendenti.
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