In moto travolge un ragazzo e scappa: il padre a caccia del pirata

MORTISE. È stato urtato da una motocicletta mentre si trovava in sella al suo scooter, è caduto a terra e ora ha 50 punti di sutura sul mento e una frattura al gomito. Ma quel che è peggio, è che il ragazzo che l’ha travolto è fuggito. «Non mi interessano i soldi del risarcimento, però voglio ribadire un principio: quando si causa un incidente, ci si deve fermare. Per questo motivo mi sono messo a caccia del pirata». A parlare è Carlo Spessato, agente di commercio e padre del quindicenne Tommaso.
Giovedì mattina, circa dieci minuti prima delle 8, il giovane stava andando a scuola al liceo Curiel in sella al suo scooter Piaggio Liberty quando la moto Ktm che lo precedeva ha effettuato un improvviso scarto sulla sinistra, colpendolo e facendolo cadere a terra. Ma il conducente, invece di fermarsi e prestare soccorso, è scappato. Tommaso Spessato è stato ricoverato in pronto soccorso, medicato con 50 punti di sutura sul mento e ora ha il braccio destro ingessato (la foto del minore è stata autorizzata sia dal papà che dalla mamma).
«Alcuni testimoni dicono che alla guida di quella moto Ktm arancione c’era un ragazzo del Severi», continua il papà di Tommaso, «io ho parlato anche con gli agenti della polizia municipale ma loro sostengono che senza prove certe non possiamo fare nulla. Per questo io ora voglio lanciare un appello: chiunque avesse visto qualcosa è pregato di contattarmi al 349/4001905. Non è giusto che chi compie in simile gesto la passi liscia. Non è possibile che un ragazzino di 15 venga scaraventato a terra mentre guida il proprio scooter e che chi ha causato l’incidente non si fermi».
Carlo Spessato ieri martina si è presentato anche all’istituto Severi per indagare di persona. «Ho chiesto della responsabile dell’istituto, le ho spiegato ciò che è successo e le ho chiesto di farmi vedere i motorini parcheggiati. Ebbene, mi ha risposto che non ero autorizzato. Io le ho chiesto in che modo si comporterebbe se si trattasse di suo figlio ma non ho ricevuto risposte».
Tommaso, promettente giocatore di pallanuoto con la società Plebiscito, ora è obbligato a rimanere a casa in convalescenza. Parla a fatica e dovrà affrontare il lungo lavoro di riabilitazione, rinunciando almeno per il momento agli impegni sportivi con la rappresentativa veneta di pallanuoto.
«Ripeto, non ci interessano i soldi del risarcimento», continua il padre, «a me interessa il principio. Non si può lasciare a terra un ragazzino di 15 anni. Chi ha fatto questo senza pensarci un attimo si deve assumere le proprie responsabilità».
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